Keystone
Il premier britannico Boris Johnson è deciso.
REGNO UNITO
15.06.20 - 14:010

Boris Johnson deciso contro il razzismo, al via la commissione

Il premier ha etichettato come «assurdo» il tentativo di "autodifesa" messo in atto dagli estremisti

Il Governo britannico istituirà una nuova commissione contro le disuguaglianze nella società

LONDRA - Il Regno Unito «deve fare molto di più» per fronteggiare il razzismo e la discriminazione delle minoranze.

Parola del premier conservatore Boris Johnson che ha annunciato oggi, dalle colonne del Daily Telegraph e sulla scia delle proteste del movimento 'Black Lives Matter', l'istituzione di una nuova commissione destinata a tracciare un quadro aggiornato su «tutti gli aspetti della disuguaglianza» nella società britannica e a suggerire possibili nuovi rimedi.

Johnson ha ipotizzato interventi contro le disparità «nel mondo del lavoro, nell'accesso alla sanità, nell'istruzione e in tutte le altre realtà della vita».

Poi, pur tornando a criticare i tentativi di «riscrivere la storia» attraverso gli attacchi ai monumenti da parte di frange di manifestanti antirazzisti e a definire «deplorevole» l'imbrattamento recente della statua di Winston Churchill, ha bollato come «totalmente assurda» la pretesa di ergersene a difensori dei militanti di estrema destra scesi in piazza ieri fra scontri con la polizia e arresti: militanti bollati dal premier come «teppisti» e «criminali».

Scettico sulla commissione si è mostrato tuttavia il ministro ombra della Giustizia dell'opposizione laburista, David Lammy, di origini caraibiche, che ne ha denunciato gli scopi come vaghi e ha aggiunto: «Noi non vogliamo altri dati, vogliamo azioni concrete ora. Ciò che davvero serve da parte del Primo ministro è agire per un cambiamento di narrativa in grado di mettere fine al senso di vittimizzazione e discriminazione».

Nel frattempo, il Consiglio dell'Onu per i diritti umani ha dato luce verde a un dibattito sul razzismo e sulla brutalità della polizia. A richiederlo con urgenza sono stati 54 Paesi africani in una lettera consegnata dall'ambasciatore del Burkina Faso presso l'Onu a Ginevra nel contesto della mobilitazione mondiale seguita alla morte di George Floyd negli Usa.

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