Keystone
Il premier uscente con lo slogan dei Conservatori
REGNO UNITO
11.12.19 - 20:200

Il Regno Unito decide, Johnson a un passo dal trionfo

La campagna elettorale per il voto si è chiusa, scatta il conto alla rovescia. La promessa del consevatore: portare a termine la Brexit

di Redazione
Alessandro Logroscino/Ats/Ansa

LONDRA - Una corsa a perdifiato, sotto il cielo spesso plumbeo della Gran Bretagna prenatalizia, per decidere le sorti della Brexit e il futuro di un Regno.

La campagna elettorale per il voto d'oltremanica si è chiusa: scatta il conto alla rovescia in attesa del risultato che, nella notte fra giovedì e venerdì, decreterà la vittoria annunciata del partito conservatore di Boris Johnson o una qualche sorpresa di quelle forze - in primis il Labour a tutta sinistra di Jeremy Corbyn - intenzionate, fra l'altro, a convocare un secondo referendum sull'uscita dall'Ue.

I giochi ormai sono fatti, resta l'incognita di ciò che davvero gli elettori d'Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord segneranno sulle schede. I sondaggi, traditori negli ultimi anni, tratteggiano una maggioranza assoluta Tory: obiettivo nodale per il primo ministro in carica per mantenere la promessa (sotto lo slogan 'Get Brexit done', "Porta a termine la Brexit") di portare a finalmente a casa il divorzio concordato da Bruxelles alla nuova scadenza del 31 gennaio 2020.

Ma i favori del pronostico, pur ancora netti, si sono un po' rarefatti. Colpa dell'ultimo aggiornamento della maxi rilevazione condotta collegio per collegio su un campione di decine di migliaia di persone dal binomio YouGov-Mrp. Un modello che nel 2017 aveva permesso d'indovinare l'epilogo di un Parlamento in stallo (hung Parliament) al contrario di tutte le altre stime e che ora conferma i conservatori a un picco del 43%, ma con 20 seggi in meno rispetto a due settimane orsono. E un parallelo incremento laburista. Dato che se lascia a BoJo un margine rassicurante di +28 rispetto al controllo della Camera dei Comuni (650 deputati in tutto, con un quorum reale poco sopra 640), non lo pone più al riparo da ipotetici scostamenti.

Ecco quindi spiegato l'appello finale del premier brexiteer a "combattere per ogni voto". In particolare nei territori dell'Inghilterra del centro-nord, dove ha concentrato gli sforzi degli ultimi tre giorni, secondo i suggerimenti del mago del referendum 2016, Dominic Cummings, e di altri guru elettorali, per prendere di mira i collegi del cosiddetto 'muro rosso', storicamente laburisti quanto euroscettici. L'ottimismo resta il refrain, nella carrellata di travestimenti nei quali Boris si mostra alle diverse platee, dai panni del cuoco a quelli del lattaio.

Anche se qualche segnale di nervosismo trapela, come conferma il battibecco di stamattina nello Yorkshire con un reporter di Good Morning Britain, popolare programma condotto da Piers Morgan e Susanna Reid su Itv, la stessa emittente di fronte alla quale il premier Tory s'era rifiutato due giorni fa - nello scandalo generale - di guardare la foto di un bimbo malato sistemato per terra in un ospedale di Leeds: al cui 'agguato', Johnson ha reagito nascondendosi goffamente in una cella frigorifero mentre il suo portavoce, Rob Oxley, si lasciava andare a un 'vaffa' a microfoni aperti prima d'essere rimbeccato a muso duro da Morgan.

Nervosismo che pare invece risparmiare per paradosso Corbyn: perdente predestinato a cui basta semplicemente rifiutare le profezie di sondaggisti e media, sperando di ripetere la sorpresa del 2017. La base militante, a forte tasso di giovani, è in effetti ancora con lui nelle piazze battute oggi, dalla Scozia alle Midlands inglesi, fino al tradizionale e affollato comizio conclusivo di Londra. E per quanto possa non esser sufficiente, lo incoraggia a non mollare, a non rispondere alle domande su ipotetiche dimissioni post-urne, a evocare proclami di vittoria.

Il messaggio di "speranza", di "cambiamento radicale", di "difesa della sanità pubblica" e "di rifiuto di accordi segreti sulla Brexit" è passato, dice, a dispetto "dell'aggressione senza sosta contro di noi" della stampa d'establishment. Mentre il suo appello si rivolge ai tanti elettori "indecisi", con l'invito a non prestare ascolto ai 15 ex deputati laburisti che oggi invitavano a non votare lui - accusandolo di "estremismo" o d'ambiguità sull'antisemitismo - e che in diversi casi son già passati armi e bagagli con Johnson.

Un Johnson che al contrario "può essere ancora fermato", gli fanno eco la liberaldemocratica Jo Swinson e l'indipendentista scozzese Nicola Sturgeon, cruciali per un futuro ipotetico referendum bis sulla Brexit. A patto di mandare di traverso ai Tory il traguardo della maggioranza assoluta in tutti o quasi tutti i collegi in bilico.
 
 

Commenti
 
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MIM 9 mesi fa su tio
Una legnata di quelle forti sui denti dell'UE. Ora Bruxelles dovrà abbassare le braghe, e lo farà. I commenti ufficiali tardano ad arrivare, saranno tutti al WC col mal di ventre.
anndo76 9 mesi fa su tio
@MIM dovrebbero fare cosi anche gli svizzeri. una "swissexit" dal mercato europeo. basta import export, libera circolazione etcetc. poi vediamo quanto dura pero'....
GIGETTO 9 mesi fa su tio
Bene! Inglesi popolo molto saggio.....alla faccia dei burocrati europei, dei giornalisti pro Europa, dei sinistroidi e di chi non voleva il bene e la libertà della Gran Bretagna.....sempre e poi sempre liberi di scegliere!!!!!
anndo76 9 mesi fa su tio
@GIGETTO finche' non li vedo non ci credo.....3 anni e mezzo e ancora li...
volabas 9 mesi fa su tio
I nostri politucoli calabrache direbbero...Sa po' mia
Maxy70 9 mesi fa su tio
Grande Johnson, sarai a capo di un Paese libero e indipendente, non un euro-baliaggio!
Equalizer 9 mesi fa su tio
Forza Boris, gli Svizzeri sono con te!
anndo76 9 mesi fa su tio
@Equalizer non gli svizzeri...i ticinesi !! proponi la ticinexit via dalla libera cicolazione e dagli accordi bilaterali che ha firmato. dopo 7 giorni diventi peggio che l'albania come reddito etc
Bayron 9 mesi fa su tio
In bocca al lupo!!
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