Keystone
STATI UNITI
15.09.19 - 08:520
Aggiornamento : 11:53

Pompeo: «C'è Teheran dietro agli attacchi alle raffinerie saudite»

«Gli Usa lavoreranno con i loro partner e alleati per garantire che i mercati energetici restino ben forniti e che l'Iran risponda per la sua aggressione»

WASHINGTON - Gli Usa ieri hanno accusato l'Iran per gli attacchi con droni contro due importanti industrie petroliferi saudite, tra cui il più grande impianto al mondo per la lavorazione del greggio. Ufficialmente gli attacchi sono stati rivendicati dagli Houthi, i ribelli yemeniti alleati di Teheran.

Alla vigilia di un possibile, storico incontro sul nucleare tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rohani durante l'assemblea generale dell'ONU, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha twittato a sorpresa che «non c'è alcuna prova che gli attacchi siano arrivati dallo Yemen» e ha accusato direttamente l'Iran.

«Teheran è dietro a quasi 100 attacchi contro l'Arabia Saudita mentre Rohani e Zarif fingono di impegnarsi nella diplomazia», ha denunciato. «Sullo sfondo di appelli alla de-escalation, l'Iran ha lanciato ora un attacco senza precedenti alle forniture energetiche mondiali», ha proseguito Pompeo, esortando «tutte le nazioni a condannare pubblicamente e inequivocabilmente gli attacchi dell'Iran» e assicurando che «gli Usa lavoreranno con i loro partner e alleati per garantire che i mercati energetici restino ben forniti e che l'Iran risponda per la sua aggressione».

Quasi contemporaneamente Trump telefonava al principe ereditario saudita Mohammad bin Salman «per offrire il suo sostegno all'autodifesa dell'Arabia Saudita» e «condannare fortemente l'attacco a importanti infrastrutture energetiche», ha fatto sapere la Casa Bianca. «Azioni violente contro aree civili e infrastrutture vitali per l'economia globale aggravano solo il conflitto e la sfiducia», ha ammonito la presidenza, aggiungendo che «gli Usa stanno monitorando la situazione e restano impegnati a garantire che i mercati petroliferi mondiali siano stabili e ben riforniti».

Della telefonata ha dato conto anche l'ambasciata saudita a Washington, sottolineando che bin Salman ha detto a Trump che Riad «vuole ed è in grado di far fronte a questa aggressione terroristica».

In attesa della riapertura dei mercati lunedì per sapere se ci saranno ripercussioni di questi attacchi, che secondo stime potrebbero interessare 5 milioni di barili al giorno, la tensione è già salita tra Iran da una parte e Arabia Saudita ed Usa dall'altra: il rischio è che salti l'incontro Trump-Rohani.

A rimanere colpite sono state due strutture della compagnia petrolifera saudita Aramco, tra le più importanti non solo per Riad ma per l'industria energetica globale. Giganteschi incendi si sono sprigionati quando gli ordigni sganciati dai velivoli senza pilota - una decina secondo la rivendicazione degli stessi Houthi - si sono abbattuti nelle prime ore di sabato sulla raffineria di Abqaiq, la più grande del mondo, e sul giacimento di Khurais. La prima con una capacità di raffinazione di 7 milioni di barili al giorno, il secondo con estrazioni di 1 milione di barili al giorno. Secondo le autorità saudite le fiamme sono ora sotto controllo e la televisione Al Arabiya ha detto che non si registrano vittime.

In una dichiarazione trasmessa dalla televisione dei ribelli Al Masirah, un portavoce militare degli Houthi ha minacciato altri attacchi simili in futuro, se le forze saudite continueranno il loro intervento militare in Yemen, dove dal 2015 Riad è impegnata nell'ambito di una coalizione araba nei bombardamenti contro le milizie filo-iraniane e a sostegno del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi.

L'Iran: «Accuse senza senso» - Le accuse americane contro l'Iran per l'attacco alle raffinerie saudite «non hanno senso» e sono solo un pretesto per giustificare una rappresaglia contro Teheran. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Mussavi.

«Queste accuse ed affermazioni inutili e cieche sono incomprensibili e prive di senso», ha affermato, aggiungendo in una nota che esse servono solo a «giustificare future azioni» contro l'Iran.

Commenti
 
Sir Stanley 1 mese fa su tio
MIke Pompeo... che pur di scatenare una guerra contro l'Iran accuserebbe di terrorismo anche sua madre. Ecco il tipo di amici che il Cassis vuole tirarci in casa.
miba 1 mese fa su tio
Molto credibile...........
Dioneus 1 mese fa su tio
@miba ahaha già. Solito percorso di creazione di un casus belli da parte di un'amministrazione statunitense.
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