Keystone
RUSSIA / ISRAELE
13.09.19 - 08:340

Netanyahu a Putin: «Israele non tollererà la minaccia iraniana»

Il premier israeliano ha cercato di sfruttare il viaggio anche come vetrina in vista delle elezioni di martedì prossimo per rinnovare la Knesset

MOSCA - Un incontro dal sapore preelettorale quello di ieri sera a Sochi, sul Mar Nero, tra il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin. La trasferta in Russia è servita al capo del governo israeliano per discutere con il leader del Cremlino della situazione in Siria e per ribadire i timori di Israele per la presenza iraniana nel Paese levantino.

Israele - ha dichiarato Netanyahu - non tollererà «la minaccia» dell'Iran, che tenta di «usare il territorio siriano» per «dispiegare missili lì» e aggredire lo Stato ebraico. Ma il premier israeliano ha cercato di sfruttare il viaggio anche come vetrina in vista delle elezioni di martedì prossimo per rinnovare la Knesset: un voto cruciale per il suo futuro politico.

Certo, Netanyahu non ha ricevuto esattamente una dichiarazione pubblica di supporto dalla Russia. Le sue affermazioni circa l'intenzione di annettere di fatto un terzo della Cisgiordania in caso di vittoria alle urne sono state stroncate da Mosca già alla vigilia del vertice di ieri come possibile causa di nuove tensioni nella regione. E si sono oltretutto attirate la condanna dei Paesi arabo-islamici, dell'Onu e dell'Ue.

Una nota positiva è arrivata dal ministro degli esteri del Cremlino, Serghiei Lavrov, che alla fine del vertice di Sochi, durato circa tre ore, ha fatto sapere che Russia e Israele hanno concordato di «continuare e intensificare il dialogo nella sfera militare». Le forze armate dei due Paesi collaborano per evitare incidenti in Siria, dove Teheran e i miliziani di Hezbollah sostengono il regime di Bashar al Assad e preoccupano Israele. In questi anni i jet israeliani hanno compiuto diversi raid contro obiettivi iraniani in territorio siriano, ma Mosca, che pure è alleata di Damasco, ha quasi sempre chiuso un occhio.

Incontrando Putin, Netanyahu cerca anche di strappare voti al suo acerrimo rivale, Avigdor Lieberman, del partito nazionalista Yisrael Beitenu, il quale fa grande affidamento sul sostegno dei numerosi israeliani di origine sovietica. Putin da parte sua ha detto che sarà ospite in Israele il prossimo 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria, ma non si è sbilanciato sul voto: si è limitato ad augurarsi che le elezioni della Knesset siano vinte da "politici responsabili" pronti a proseguire «sul sentiero dello sviluppo delle relazioni tra Russia e Israele».

L'obiettivo di Netanyahu di presentarsi agli elettori come uno statista internazionale rischia inoltre di naufragare anche sul lato americano. Mentre Trump pensa di allentare le sanzioni all'Iran, Politico rivela il possibile coinvolgimento di Israele nell'installazione di apparecchiature per intercettare cellulari scoperte vicino alla Casa Bianca. Israele, alleato degli Usa, smentisce categoricamente. Ma per Netanyahu è una bella gatta da pelare ad appena cinque giorni dal voto.
 
 

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