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CINA
13.06.19 - 09:250
Aggiornamento : 11:14

Hong Kong: in seguito alle proteste il parlamento sospende (ancora) i lavori

Continuano i dissensi civili per la legge sulle estradizioni, è il secondo giorno che il legislativo posticipa la sessione

PECHINO - L'assemblea legislativa di Hong Kong ha deciso di sospendere i lavori dopo le violente proteste di ieri che hanno scatenato scontri tra manifestanti e polizia nel cuore dell'ex colonia, intorno alla sede del parlamento. Lo riportano i media locali.

Ieri, a causa delle proteste di massa, era stato deciso un rinvio per oggi alle 11.00 ora locale (le 5.00 in Svizzera). Tuttavia, dopo una mattinata caratterizzata da segnali contrastanti sul tema, i lavori sono stati nuovamente posticipati.

La contestata legge sulle estradizioni in Cina, accusata di rafforzare il controllo di Pechino su Hong Kong resta in fase di stallo e il suo esame, nella seconda lettura, è ancora da definire. Il dibattito stenta a partire anche per la crescente pressione internazionale, mentre la protesta continua ad assediare i palazzi di governo e parlamento.

Gli uffici governativi di Hong Kong sono chiusi anche oggi in previsione di nuove manifestazioni e lo saranno fino a domani, in base alle attuali decisioni.

Tutte le strade intorno alla sede del parlamento sono state sgomberate da rifiuti, transenne e altri ingombri usati per le manifestazioni sfociate in una sorta di guerriglia urbana che ha causato ieri, secondo stime ufficiali, un totale di 72 feriti, mentre tra gli agenti di polizia ci sarebbero 21 feriti, di cui 9 soccorsi in ospedale.

Oggi, invece, sono stati segnalati soltanto pochi gruppetti di dimostranti nelle aree più a rischio, mentre i presidi in forza di polizia restano nei punti più strategici. Una vicina stazione resta chiusa a titolo precauzionale e altri servizi pubblici funzionano a singhiozzo. Nonostante il rinvio della discussione sulla legge deciso ieri, il governo ha ribadito la volontà di procedere alla discussione e alla approvazione della controversa legge.

La Cina: «Dall'Ue giudizi irresponsabili» - Pechino critica duramente l'Ue e giudica «irresponsabili» i giudizi espressi ieri da Bruxelles in merito alla legge sulle estradizioni in Cina in discussione a Hong Kong, motivo degli scontri tra polizia e manifestanti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang.

L'Ue «condivide molte delle preoccupazioni» dei cittadini di Hong Kong sulla riforma dell'estradizione e «le ha comunicate al governo locale», ha riportato una nota del servizio per l'azione esterna (Eeas) guidato da Federica Mogherini, invitando le autorità «a impegnarsi in un dialogo coi cittadini».

Taiwan: «Il principio "Un Paese due sistemi" non funziona» - I rapporti tra Hong Kong e la Cina, basati sul modello "un Paese due sistemi", non funziona: è il duro attacco della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wei, secondo cui le dimostrazioni di massa di questi giorni ne sono la prova.

Tsai, che ha appena vinto la nomination del Partito democratico progressista per ripresentarsi alle presidenziali di gennaio 2020, ha detto che le autorità di Hong Kong dovrebbero ascoltare «il popolo e non correre per l'approvazione» della contestata legge sulle estradizioni in Cina.


 
 

KEYSTONE/AP (Kin Cheung)
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