Keystone
UNIONE EUROPEA / REGNO UNITO
28.03.19 - 18:230
Aggiornamento : 19:02

«Hard Brexit più vicina»

Secondo fonti Ue l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue il 12 aprile si fa sempre più reale. Ok al terzo voto

BRUXELLES - Una Brexit senza accordo è lo scenario sempre più verosimile e l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue il 12 aprile si fa sempre più reale, in quanto per un'estensione lunga Londra deve partecipare alle elezioni europee ma non c'è almeno finora la volontà politica.

Per questo è molto probabile un vertice Ue il 10 o 11 aprile per dare un segnale politico, anche se Bruxelles è pronta a una hard Brexit. È quanto si apprende da fonti Ue dopo la riunione odierna degli ambasciatori dei 27 dedicata all'art.50.

Gli ambasciatori dei 27, pur riconoscendo che le 4 opzioni valutate all'ultime vertice Ue sono ancora tutte sul tavolo - accordo, revoca, estensione, no deal - ritengono alla luce degli ultimi sviluppi a Londra che i primi due siano i meno probabili e non necessitino da parte Ue nessuna preparazione supplementare.


KEYSTONE/EPA (WILL OLIVER)

Le ultime due opzioni, invece, richiedono un intervento Ue: sia in caso di estensione che di no deal, quindi, per i 27 si renderebbe necessario un nuovo vertice a Bruxelles.

La data non è ancora stata fissata, ma alla luce del calendario i due giorni più probabili sono il 10 o l'11 aprile, in quanto il 9 è già in programma il summit bilaterale con la Cina, l'8 è troppo presto vista la mancanza di chiarezza a Londra, e il 12 sarebbe troppo tardi, essendo il giorno di scadenza della Brexit, in caso di non approvazione dell'accordo da parte del parlamento britannico.

L'opzione dell'estensione lunga è vista come difficile, spiegano le fonti, in quanto i 27 non transigono sulla partecipazione della Gran Bretagna alle elezioni europee, ritenuta una 'conditio sine qua non' non negoziabile, ma Londra - almeno finora - non ne ha mostrato alcuna intenzione.


KEYSTONE/EPA (WILL OLIVER)

La strada porta quindi a grandi passi verso un'uscita dura di Londra dall'Unione tra due settimane, per cui i 27 hanno confermato oggi di essere pronti sia a livello europeo che di singoli Stati membri. Però in questo scenario diventerebbe comunque inevitabile, secondo le valutazioni fatte oggi a Bruxelles, dare un forte segnale politico all'uscita britannica e quindi tenere un nuovo vertice.

Con una hard Brexit, andrebbe rivisto anche il bilancio Ue 2019, ma in base alle procedure e tempistiche già in uso gli emendamenti possono essere effettuati anche nella settimana successiva all'uscita di Londra.

Ok al terzo voto - Via libera dello speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, al terzo tentativo di ratifica, domani, dell'accordo sulla Brexit di Theresa May. Bercow ha riconosciuto infatti oggi la mozione presentata dal governo Tory come «sostanzialmente diversa» rispetto al testo bocciato due volte in precedenza dal Parlamento.

Bercow ha spiegato che l'esecutivo, come preannunciato, questa volta chiederà il sì della Camera al solo accordo di divorzio - la cui approvazione entro domani sera è una condizione necessaria posta dall'Ue per concedere la proroga della Brexit dal 29 marzo al 22 maggio e non solo fino al 12 aprile - scorporando invece l'allegata dichiarazione politica sulle relazione future con l'Ue.


KEYSTONE/EPA (UK PARLIAMENTARY RECORDING UNIT / HANDOUT)

La ministra dei Rapporti con il Parlamento (Leader of the House), Andrea Leadsom, ha a sua volta illustrato la mozione sottolineando che non si tratterà tecnicamente di un terzo «voto significativo» sull'Accordo di Recesso raggiunto con Bruxelles a novembre, ma di un voto su una sezione della legge nella quale il testo sarà incorporato dal governo se dovesse arrivare la ratifica.

Rispondendo alle critiche dell'opposizione e di alcuni dissidenti Tory, che denunciano la mozione come un artificio di dubbia legittimità, l'attorney general Geoffrey Cox, ha poi difeso di fronte all'aula la scelta governativa certificandola come «perfettamente legale e sensata».

KEYSTONE/EPA (WILL OLIVER)
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