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STATI UNITI
07.11.18 - 06:150
Aggiornamento : 11:33

Midterm: i democratici conquistano la Camera. Trump si congratula

Il Senato è rimasto invece ai Repubblicani. Il presidente: «Eccezionale successo stanotte». Pelosi: «È la vittoria delle regole costituzionali»

WASHINGTON - Attraverso il voto del Midterm negli Stati Uniti i democratici hanno conquistato, dopo otto anni, la Camera dei rappresentanti. Il Senato è rimasto invece ai Repubblicani, che potrebbero incrementare la loro forza.

Alla fine, dalle urne delle elezioni di metà mandato è uscito il risultato più atteso, quello che condanna Donald Trump a perdere il controllo di uno dei due rami del Congresso, quando mancano due anni alle presidenziali. In casa democratica, nonostante la delusione per qualche risultato mancato, c'è aria di rivincita. E nelle prossime settimane di fatto partirà la corsa per il 2020.

I commenti - La portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha tamponato il risultato, commentato che la prevista “onda blu dei democratici” non è stata potente come in molti si aspettavano: «Forse c'è una increspatura ma certamente non penso che sia una onda blu. C'è ancora una lunga strada da percorrere. La Casa Bianca valuta positivamente la situazione attuale. L'agenda del presidente non cambierà».

Se il presidente Donald Trump ha twittato: «Eccezionale successo stanotte, grazie a tutti», anche l'italo-americana Nancy Pelosi, capogruppo democratica alla Camera, ha espresso la sua soddisfazione: «Grazie a voi domani sarà un nuovo giorno in America. Non si tratta solo di una vittoria dei democratici, è la vittoria delle regole costituzionali, dei controlli sull'amministrazione Trump». Lo stesso tycoon si è congratulato telefonicamente con Pelosi.


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Nancy Pelosi

I giovani - I democratici sono riusciti a conquistare i voti delle donne, delle minoranze e soprattutto dei giovani, è giunto al 62% il consenso fra chi ha votato per la prima volta. Nell'affluenza record per un elezione di Midterm in molti credono che abbia avuto un ruolo decisivo l’appello dell’ ex presidente Barack Obama: «Siamo di fronte all’elezione più importante della nostra vita. È in gioco il carattere, il tessuto morale della nazione».

Le new entry - Tantissime le new entry che fanno la storia, tutte tra i dem: a New York Alexandra Ocasio-Cortez con i suoi 29 anni diventa la più giovane a entrare in Congresso, Rashida Tlaib in Michigan e Ilhan Omar in Minnesota diventano le prime deputate musulmane, Sharice Davids in Kansas la prima nativa americana e Jared Polis in Colorado il primo governatore apertamente gay.

La democratica Letitia James batte il repubblicano Keith Wofford e diventa la prima donna afroamericana procuratore generale di New York. Con la sua vittoria, James è catapultata in prima linea nella battaglie legali contro le politiche del presidente Donald Trump.

La California - Con il 55,8% il democratico Gavin Newsom ha battuto il businessman John Herman Cox ed è diventato il nuovo governatore della California, lo stato americano più ricco e potente. Ex sindaco di San Francisco, a lungo vice governatore della California, Newsom promette di inasprire la guerra a Donald Trump su tutti i fronti. Carismatico, ricco, bello e mondano, qualcuno vede in lui un nuovo Kennedy o comunque un possibile candidato per la Casa Bianca.


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Gavin Newsom

I dati - Gli americani sono stati chiamati ad eleggere tutti i 435 membri della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato, 35 senatori, più 36 governatori. I seggi si sono chiusi alle 6 del pomeriggio, ovvero la mezzanotte svizzera. Il conteggio dei voti in alcuni stati potrebbero richiedere dei giorni, ma le proiezioni dei principali network americani sono chiare. 

Quello dei democratici non è stato uno tsunami, ma l'onda blu, almeno alla Camera, c'è stata ed ha travolto tutti e 23 i seggi che dovevano essere strappati ai repubblicani: al termine dei conteggi, probabilmente, i dem riusciranno a guadagnarne almeno 35. Mentre non ce l'hanno fatta a imporsi nelle sfide chiave per il Senato, in Texas e in Florida. Nel primo caso Beto O'Rourke, l'Obama bianco, astro nascente del partito, ha sfiorato l'impresa ma ha dovuto cedere il passo a Ted Cruz, perdendo al fotofinish. Mentre nel Sunshine State Bill Nelson dopo un testa a testa si è dovuto arrendere all'ex governatore repubblicano Rick Scott.

Insieme a Beto non sono riuscite a sfondare le altre due superstar della campagna elettorale democratica: Andrew Gillum, che poteva diventare il primo governatore afroamericano della Florida, sconfitto dal falco Ron DeSantis, e in Georgia Stacey Abrams, aspirante prima governatrice nera nella storia Usa, che ha perso con il repubblicano Brian Kemp. Tra le riconferme illustri al Senato, oltre a quella di Cruz, quella in Vermont dell'ex candidato dem alla Casa Bianca Bernie Sanders, quella in Massachusetts della possibile candidata nel 2020 Elizabeth Warren, quella in Virginia di Tim Kaine, ex candidato vicepresidente di Hillary Clinton.

Le proiezioni alla Camera e al Senato - Mentre ormai è dato per assodato il controllo repubblicano su un braccio del Congresso Usa e quello democratico sull'altro, gli ultimi aggiornamenti pubblicati sul sito della Cnn danno i democratici in vantaggio con 214 seggi contro 197 alla Camera. Rovesciata la proporzione al Senato, con i repubblicani in vantaggio per 51 a 44.

Un paese diviso - «La storia si ripete. Un partito al potere deve sempre affrontare sfide difficili nelle sue prime elezioni di medio termine». È quanto afferma lo speaker repubblicano della Camera Paul Ryan in una nota.

«Mi congratulo con i democratici per la nuova maggioranza alla Camera e con i repubblicani per avere mantenuto il Senato. Non serve un'elezione per sapere che siamo una nazione divisa, e ora abbiamo una Washington divisa. Come Paese e come governo dobbiamo cercare un terreno comune».

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Commenti
 
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Anders Carlström 2 anni fa su fb
Viva la democrazzia !!
Luca Mer 2 anni fa su fb
Grandissimo Trump! In tutta la storia americana, solo altri due presidenti erano riusciti ad aumentare i seggi al Senato, che è importantissimo! Mentre che l’opposizione ha conquistato la Camera (meno importante) 26 volte su 29 negli ultimi 120 anni. Obama perse sonoramente sia Camera e Senato quando era presidente...
marcopolo13 2 anni fa su tio
Poteva andare meglio, come poteva andare peggio... alla prossima speriamo tornino i democratici così ci guadagneremo anche noi sull'ambiente, per tutto il resto non ci tocca nemmeno lontanamente, ma ai razzisti piace il donald quindi...
elvicity 2 anni fa su tio
non ci posso credere... è il 1.o aprile :-(
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