Keystone
FRANCIA
15.05.17 - 16:330
Aggiornamento : 17:30

Philippe, passaggio di poteri con Cazeneuve

La lista dei ministri sarà resa nota nel tardo pomeriggio di domani

PARIGI - Edouard Philippe, il primo ministro nominato da Emmanuel Macron, è arrivato a palazzo Matignon, dove lo aspettava il premier uscente, il socialista Bernard Cazeneuve. I due sono entrati nel palazzo di rue de Varenne per un colloquio.

Cazeneuve lascia il governo - Bernard Cazeneuve lascia palazzo Matignon, dopo il passaggio dei poteri con il nuovo premier, Edouard Philippe, al quale ha fatto gli auguri di ogni successo.

«È stato un grandissimo piacere accoglierla - ha detto Cazeneuve in una conferenza stampa congiunta prima di uscire dal palazzo del premier - per amicizia personale, e perché siamo in un contesto in cui il senso dello stato e l'amore per il Paese spingono ad augurare successo a chi assume delle responsabilità».

«Lascio dopo 5 anni di responsabilità ministeriali con orgoglio - ha detto Cazeneuve - per aver servito il Paese vicino a Hollande, Ayrault e Valls, che mi hanno onorato della loro fiducia. Penso alle prove che ho vissuto, la minaccia terroristica, l'immenso dolore che ho visto nel Paese, con i francesi che hanno mantenuto alto il desiderio che la Repubblica rimanesse in piedi, più forte di ogni divisione».

Lista dei ministri domani nel tardo pomeriggio - La lista dei ministri del governo di Edouard Philippe sarà annunciata domani nel tardo pomeriggio, ha annunciato l'Eliseo.

La mattina dopo il nuovo governo al completo sarà riunito attorno al presidente Emmanuel Macron, all'Eliseo, per il primo consiglio dei ministri.

Destra e interesse generale - «Sono un uomo di destra e tuttavia tutto il mio impegno è ispirato dall'interesse generale»: lo ha detto il primo ministro Edouard Philippe, nel breve discorso di ringraziamento e commiato al suo predecessore, Bernard Cazeneuve. «Lei è di sinistra, io sono di destra, questo non la sorprenderà - ha detto Philippe rivolto a Cazeneuve - e tuttavia entrambi abbiamo stima per l'altro. E sappiamo che l'interesse generale deve guidare tutto l'impegno dei politici, dei rappresentanti dello Stato e dei nostri concittadini».

Conservatore che piace alla gauche - Alain Juppé, suo mentore, gli aveva predetto un futuro luminoso in politica: «Che sia paziente, un giorno sarà ministro». Ha fatto di più, e oggi può rappresentare il compromesso che non dispiace a nessuno. Quarantasei anni, 7 anni più del presidente della Repubblica Emmanuel Macron, nato a Rouen, in Normandia, è figlio di due professori di francese che impartiscono, a lui e a sua sorella, «un'educazione molto libera». Ci sono comunque delle regole da rispettare: «Non rovinare i libri, non criticare i professori, non mentire». E preferibilmente non prendere brutti voti a scuola. Già da piccolo amava seguire le trasmissioni politiche e immaginarsi l'intervistato che rispondeva alle domande dei giornalisti.

Si diploma a Bonn, perché suo padre era stato trasferito in Germania come direttore del liceo francese. Poi si iscrive a all'Istituto di studi politici di Parigi Sciences Po, dove scopre il fascino del diritto, perché implica 'del ragionamento'. In questo periodo cominciano i primi passi in politica: milita per due anni nel Partito socialista con Michel Rocard, primo ministro di François Mitterrand. Nel 1995 si iscrive alla Scuola nazionale di amministrazione Ena, poi entra al Consiglio di Stato. Ci resta 5 anni ma la sua ambizione è quella di entrare in politica.

Riesce a conoscere il sindaco di Le Havre, Antoine Rufenacht, vicino ad Alain Juppé: da quel momento comincia la sua scalata politica. Juppé e Philippe sono legati da una vera complicità. Nel 2002 Juppé gli propone di aiutarlo a creare 'il primo grande partito della destra'. Nel 2007 entra a far parte del gabinetto di Juppé, come ministro dell'Ecologia sotto la presidenza Nicolas Sarkozy.

Nel 2010 arriva il suo grande momento: Philippe viene eletto sindaco di Le Havre, al posto di Rufenacht. Nel 2014 promette che in caso di riunificazione della Normandia, nel quadro della riduzione del numero delle regioni in Francia voluta da François Hollande, percorrerà a nuoto il bacino del commercio di Le Havre. Mantiene la promessa. Per lui sono importanti la parola data, la trasparenza, il rigore.

Discreto sulla sua vita privata, è sposato e ha 3 figli. 

22 Republicains vogliono rispondere alla 'mano tesa' di Macron - Ventidue deputati della destra Republicains e del centro dell'Udi, in un comunicato, esortano i loro partiti a rispondere alla mano tesa di Emmanuel Macron, che ha nominato un primo ministro di destra, Edouard Philippe.

Si tratta «di un atto politico di portata considerevole e la destra e il centro devono misurare la trasformazione politica che si sta operando davanti ai loro occhi», si legge nel documento.

Commenti
 
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Danny50 3 anni fa su tio
Luna di miele. La düra minga, davanti allo stato pietoso della Francia, oramai colonia di Bruxelles, a maggioranza a favore del pensiero islamista, che ha cresciuto in seno il terrorismo distribuendo cittadinanza in maniera indiscriminata e proattiva. Auguri a Merkel per il nuovo mandato.
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