Keystone
Wang Yi, Ministro degli Esteri cinese.
CINA
08.09.20 - 10:110

La Cina propone nuovi standard globali sulla sicurezza dei dati

Il gigante asiatico sarebbe stufo della prepotenza dei «singoli paesi»

Sembra chiara una velata, ma neanche troppo, critica agli Stati Uniti

PECHINO - La Cina ha annunciato la sua iniziativa per stabilire gli standard globali sulla sicurezza dei dati, affermando di voler promuovere il multilateralismo nell'area in una fase in cui «singoli paesi» stanno «facendo i prepotenti» su altri e stanno «andando a caccia» di società.

Il ministro degli Esteri Wang Yi, al Seminario internazionale sulla governance digitale globale, ha detto, senza nominare gli Usa in modo esplicito, che «le regole generali sulla sicurezza dei dati, che riflettono i desideri di tutti i Paesi e rispettano gli interessi di tutti, dovrebbero essere raggiunte con la partecipazione universale di tutti».

L'iniziativa sollecita le aziende tecnologiche a impedire la creazione delle cosiddette 'backdoor' in prodotti e servizi che potrebbero consentire di reperire illegalmente i dati, nonché ai partecipanti di rispettare la sovranità, la giurisdizione e i diritti di gestione dei dati di altri Paesi. Inoltre, impegno generalizzato per i partecipanti a evitare la sorveglianza su larga scala di altri Paesi.

La mossa di Pechino è maturata a un mese dal lancio del piano Usa sull'eliminazione delle app cinesi «non attendibili» nell'ambito del programma «clean network».

Wang non ha specificato natura dell'iniziativa ed eventuale adesione già espressa da altri Paesi, ma ha lamentato il fatto che «alcuni singoli Paesi stanno perseguendo in modo aggressivo l'unilateralismo, gettando acqua sporca su altri Paesi con il pretesto della pulizia».

E stanno anche «conducendo la caccia globale alle aziende leader di altri Paesi con il pretesto della sicurezza. Questo è un semplice bullismo e dovrebbe essere contrastato e respinto», ha aggiunto il ministro in quelli che sono apparsi riferimenti allo scontro in corso con Washington.

La Cina controlla e censura il suo cyberspazio con il Great Firewall, che per anni ha limitato l'accesso a società come i colossi americani Twitter, Facebook e Google. L'amministrazione di Donald Trump ha preso di mira i player cinesi, tra cui Huawei, Tencent e TikTok, la app controllata da ByteDance, citando timori sulla sicurezza nazionale e sulla raccolta di dati personali, rigettati dalle società target.

Il braccio di ferro ingaggiato dagli Usa ha visto tra l'altro il blocco delle esportazioni hi-tech verso Huawei e il divieto a carico di TikTok di operare negli Stati Uniti, salvo che ByteDance non venda gli asset statunitensi di TikTok.

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