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Le minacce informatiche rappresentano il rischio aziendale maggiormente percepito a livello globale.
SVIZZERA / GERMANIA
14.01.20 - 14:480

Nulla preoccupa le aziende quanto le minacce informatiche

La consapevolezza di questa criticità è cresciuta rapidamente negli ultimi anni

di Redazione
Ats Akr

MONACO - Per la prima volta in assoluto, nella nona edizione dell'Allianz Risk Barometer 2020 le minacce informatiche (39% delle risposte) rappresentano il rischio aziendale maggiormente percepito a livello globale, facendo passare al secondo posto l'interruzione di attività con il 37% delle risposte.

La consapevolezza della minaccia informatica è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, spinta dalle aziende che si affidano sempre più ai dati e ai sistemi informatici e da una serie di importanti incidenti, rileva lo studio. Sette anni fa si era classificata solo al 15esimo posto con appena il 6% delle risposte.

Anche il cambiamento climatico - Crescono poi le preoccupazioni per i cambiamenti nella legislazione e nella regolamentazione (terzo posto con il 27% a fronte del quarto nel 2018) e per il cambiamento climatico (settima posizione con il 17%, il più alto rango mai raggiunto).

«I dati emersi dall'Allianz Risk Barometer 2020 evidenziano come il rischio informatico e il cambiamento climatico siano le due sfide più impegnative che le aziende dovranno affrontare nel nuovo decennio», afferma Joachim Müller, Ceo di Allianz Global Corporate Specialty.

«Naturalmente ci sono molte altre tipologie di danni e problematiche da affrontare. Tuttavia - spiega - se i consigli di amministrazione e i risk manager non affrontano i rischi informatici e quelli derivanti dal cambiamento climatico, il loro impatto sulle performance operative, sui risultati finanziari e sulla reputazione delle loro aziende presso i principali stakeholder potrebbe risultare critico. Nell'era della digitalizzazione e del riscaldamento globale, la preparazione e la pianificazione di tali rischi è, quindi, sia una questione di vantaggio competitivo che di resilienza aziendale».

Interruzione di attività in calo - Dopo sette anni al vertice, l'interruzione di attività scende al secondo posto del barometro. Al tempo stesso, tuttavia, continua a crescere la tendenza a subire perdite più significative. Le cause sono molteplici e vanno da incendi, esplosioni o catastrofi naturali a incidenti che riguardano le catene di distribuzione digitali o addirittura al terrorismo. Le aziende sono inoltre sempre più esposte all'impatto diretto o indiretto di rivolte popolari, disordini civili o attacchi terroristici.

Per quanto concerne i cambiamenti nella legislazione e nella regolamentazione tariffe, sanzioni, Brexit e protezionismo sono tra le preoccupazioni principali, mentre per quanto riguarda il cambiamento climatico l'aumento delle perdite è il rischio che le aziende temono maggiormente (49% delle risposte). La crescita del livello dei mari, l'incremento della siccità, le tempeste sempre più violente e le inondazioni massicce rappresentano, infatti, una minaccia per le fabbriche e le altre risorse aziendali, nonché per i collegamenti e le infrastrutture di trasporto e di energia che legano tra loro le catene di distribuzione.

L'indagine annuale sui rischi aziendali condotta a livello mondiale dall'assicuratore tedesco comprende le opinioni di 2'700 esperti provenienti da oltre 100 Paesi, tra cui Ceo, risk manager, broker ed esperti assicurativi.

Preoccupazioni svizzere - In Svizzera il 57% degli interrogati considera gli attacchi informatici la principale minaccia per la propria attività. Al secondo posto si piazza l'interruzione d'attività (56%), al terzo i cambiamenti nella legislazione e nella regolamentazione (34%).

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