keystone-sda.ch/ (Juan Ignacio Roncoroni)
ARGENTINA
29.08.19 - 07:480

Il governo annuncia la rinegoziazione del debito

L'obiettivo è cercare di dare stabilità all'economia, ridurre l'inflazione e mettere sotto controllo il dollaro

BUENOS AIRES - Il ministro delle Finanze argentino Hernan Lacunza ha annunciato che il governo rinegozierà il suo debito estero a corto, medio e lungo periodo, «senza intenzione di tagli in capitale e interessi, ma per ricercare tempi più lunghi che permettano di dare stabilità all'economia, riducano l'inflazione e mettano sotto controllo il dollaro».

Lacunza ha precisato che questo proposito riguarda sia il debito pubblico interno sia quello estero, «per il quale saranno consultate le banche per perfezionare le proposte agli investitori». Lo stesso tema, ha aggiunto il ministro, «sarà trattato anche con il Fmi con cui si discuterà un nuovo profilo del rimborso del prestito, senza riduzione del dovuto».

Inoltre, la proposta di estensione dei termini del debito «riguarderà prima di tutto gli investitori istituzionali, mentre si preserveranno gli interessi degli individui che riceveranno quanto dovuto in capitale nei tempi attualmente previsti».

Lacunza ha sottolineato ieri a Buenos Aires che il 90% dei titoli (ma non del loro valore) del debito interno è posseduto da individui che riceveranno quanto dovuto alla scadenza, pur potendo optare per l'accettazione dell'estensione della scadenza proposta dal governo.

Per quanto riguarda il debito con il Fmi, ha aggiunto il ministro, è stato proposto «d'accordo con l'opposizione l'avvio di un negoziato per dare un nuovo profilo alle scadenze del debito».

Per poter dar forza di legge a questo programma, il governo promuoverà la presentazione di un progetto di legge alle Camere per sostenere la richiesta di estensione dei termini del rimborso dei debiti.

Il presidente Mauricio Macri sconfitto recentemente dall'opposizione peronista nelle primarie in vista delle presidenziali del 27 ottobre, ha chiesto a Lacunza di rendere note le proposte riguardanti il debito al termine di un'altra giornata difficile per i mercati argentini.

Ieri il dollaro si è apprezzato del 2,6% toccando i 60,17 pesos nonostante un intervento della banca centrale che ha 'bruciato' 367 milioni di dollari. Dal giorno delle primarie (12 agosto) l'istituto centrale ha iniettato nel mercato senza troppo successo 1'300 milioni di dollari.

Le incertezze economiche hanno spinto il 'rischio Paese' a 2067 punti, mentre lo stesso Macri ha anticipato che l'inflazione per il solo mese di agosto sarà del 4%.

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