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UNIONE EUROPEA
06.02.19 - 09:450
Aggiornamento : 14:25

L'Ue ha bocciato la fusione fra Alstom e Siemens

Amarezza per il ministro delle finanze francese Le Maire che sosteneva l'accordo: «Così si favorisce la Cina»

PARIGI - La Commissione Ue ha bloccato il progetto di fusione tra la francese Alstom e la tedesca Siemens, perché «avrebbe influenzato la concorrenza nei mercati dei sistemi di segnalamento ferroviario e dei treni ad alta velocità. Le parti non hanno proposto misure correttive sufficienti per rimediare a questi problemi»: lo scrive la Commissione Ue in una nota.


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«Siemens e Alstom sono punte di diamante dell'industria ferroviaria. In assenza di azioni correttive, questa fusione avrebbe portato a prezzi più elevati per i sistemi di segnalazione che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e per le generazioni future di treni ad altissima velocità. La Commissione ha vietato la concentrazione perché le parti non erano disposte a rimediare ai problemi di concorrenza significativi che abbiamo identificato», ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

La decisione arriva dopo un'indagine approfondita da parte della Commissione sull'operazione che avrebbe permesso a Siemens e Alstom di mettere in comune le loro attività in una nuova società controllata esclusivamente da Siemens. Questa operazione avrebbe riunito i due maggiori fornitori di vari tipi di sistemi sistemi di segnalazione per ferrovie e metropolitane, nonché di materiale rotabile in Europa.

«Entrambe le società sono leader nel mondo e la fusione avrebbe creato l'indiscusso leader di mercato in alcuni mercati della segnaletica e un attore dominante nell'area dei treni ad altissima velocità. Avrebbe ridotto la concorrenza in queste due aree, limitando così la scelta di clienti, operatori ferroviari e gestori dell'infrastruttura ferroviaria», scrive Bruxelles. Durante la sua indagine approfondita, la Commissione ha ricevuto una serie di reclami da parte di clienti, concorrenti, associazioni professionali e sindacati. Ha anche ricevuto commenti negativi di diverse autorità nazionali garanti della concorrenza nello Spazio economico europeo.

Le parti interessate erano preoccupate del fatto che l'operazione proposta avrebbe influito in modo significativo sulla concorrenza e avrebbe potuto ridurre l'innovazione, portando alla scomparsa dei concorrenti più piccoli e a prezzi più elevati. «Dal momento che le parti non erano disposte a proporre misure correttive sufficienti per affrontare tali preoccupazioni, la Commissione ha bloccato l'operazione per proteggere la concorrenza nel settore ferroviario europeo», spiega la Ue.


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Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha confermato stamattina il veto della Commissione europea al progetto di fusione tra la francese Alstom e la tedesca Siemens, parlando di «un errore» che «favorirà gli interessi» della Cina.

«Credo - ha affermato il ministro intervistato da France 2 - che i giochi siano chiusi. Mi rammarico profondamente perché lo ritengo un errore economico», «un errore politico che "indebolisce l'Europa», ha aggiunto. «Il ruolo della Commissione europea, delle istituzioni europee - ha proseguito Le Maire - è di difendere gli interessi economici e industriali europei».

Già nelle ultime ore, il no della commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager alla nascita del gigante europeo delle ferrovie era apparso cosa fatta. Questa decisione, ha detto ancora Le Maire, «impedisce ad Alstom e Siemens, i due campioni della segnaletica e delle ferrovie, di fondersi per avere lo stesso peso del grande campione dell'industria cinese». Per il ministro francese, in Europa ci sono «regole obsolete che bisogna riformare».

 


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Margrethe Vestager

«I cinesi non sono da nessuna parte e non li vediamo arrivare» in Europa nei settori di metro, treni ad alta velocità e sistemi di segnalazione. Così la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager ha respinto le critiche di Francia e Germania sulla bocciatura della fusione Alstom-Siemens paventando la minaccia cinese.

«Mai nessun fornitore cinese ha partecipato ad appalti pubblici per treni e metro in Europa né è verosimile che accada nel prossimo futuro», ha detto, ricordando che la società cinese Crcc è attiva per oltre il 90% solo in Cina, e che per operare nel settore della segnalazione «nell'Ue è molto difficile ottenere l'autorizzazione» per operatori di Paesi terzi.

«Una società non può essere competitiva all'estero se non lo è per prima a casa sua», ha quindi sottolineato Vestager in merito alle critiche di aver impedito la creazione di un «campione europeo» bocciando la fusione Alstom-Siemens.

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