Keystone
STATI UNITI
04.02.19 - 17:230

Bitcoin, oggi il costo di produzione è superiore al valore

La media mondiale è sui 4000 dollari, mentre la criptovaluta viene attualmente scambiata a 3600 dollari

NEW YORK - Con il crollo del prezzo degli ultimi mesi produrre Bitcoin è diventato più costoso che rivenderli per tutti i trader del mondo tranne quelli cinesi, che possono contare su fonti di energia elettrica a basso costo. Lo affermano gli analisti di JPMorgan Chase in un rapporto.

Il fattore principale che determina la spesa per "coniare" un bitcoin è appunto la bolletta elettrica, perché la tecnologia richiede una grande capacità di calcolo.

Nell'ultimo trimestre del 2018, scrivono gli esperti, la media mondiale del costo per singolo Bitcoin si è attestata sui 4000 dollari, mentre attualmente la criptovaluta è scambiata intorno ai 3600 dollari.


Keystone

«I produttori cinesi invece - spiega Natasha Kaneva alla Bloomberg - possono spendere molto meno, la stima è circa 2400 dollari per Bitcoin, facendo accordi diretti con i produttori di energia che cercano di vendere l'elettricità in eccesso, come i produttori di alluminio».

Se il margine rimarrà ancora negativo per molto, afferma il rapporto, i produttori con i costi più alti come quelli in Stati Uniti, Repubblica Ceca o Islanda, che al momento restano i più attivi, verranno estromessi dal mercato.

Che il fabbisogno di energia del sistema Bitcoin sia vertiginoso è noto: l'economista olandese Alex de Vries, che lavora la società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC) e che ha pubblicato un articolo scientifico sul tema, in un'intervista del maggio scorso aveva spiegato che il Bitcoin consuma più energia dell'insieme dell'economia svizzera.

Keystone
Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report