Keystone
STATI UNITI
20.11.18 - 21:190
Aggiornamento : 21.11.18 - 07:33

Wall Street brucia i guadagni del 2018

La fuga dall'hi-tech, e soprattutto da Apple, alimenta i timori di un rallentamento dell'economia globale e rafforza ancora di più quelli per una guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina

NEW YORK - Wall Street affonda con i tecnologici e brucia i guadagni del 2018. La fuga dall'hi-tech, e soprattutto da Apple, alimenta i timori di un rallentamento dell'economia globale e rafforza ancora di più quelli per una guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina.

E si fa sentire sul petrolio, che arriva a perdere a New York oltre il 5% poco sopra i 54 dollari al barile. Non si salva neanche il Bitcoin, che scende ai minimi degli ultimi 13 mesi a 4.225 dollari.

Per Cupertino si tratta di una nuova seduta di passione: i titoli arretrano del 3% con l'aumentare delle preoccupazioni sulla debole domanda per l'iPhone. Apple, che valeva 1.000 miliardi di dollari solo poche settimane fa, ora ne vale 880. Un crollo che fa salire a 1.000 miliardi il valore di mercato bruciato dalle Faang - Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google - rispetto ai loro record storici.

Dal 25 luglio Facebook ha bruciato 250 miliardi. Amazon ha visto svanire dal 4 settembre 255 miliardi, mentre Google 155 dal 27 luglio. Netflix ha perso 63 miliardi dal 21 giugno.

Gli effetti del calo di Apple si avvertono a livello mondiale. Le borse del Vecchio Continente risentono anche della continua incertezza sulla Brexit. Le piazze europee chiudono tutte in rosso. Ad agitare Wall Street oltre tecnologici sono i timori di una frenata economica globale che possa coinvolgere gli Stati Uniti, già alle prese con una guerra commerciale con la Cina.

L'attenzione è tutta per l'incontro fra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping al G20: un faccia a faccia che potrebbe rivelarsi decisivo sul fronte commerciale. La speranza è che venga raggiunto fra Washington e Pechino almeno un accordo di massima in grado di stemperare i timori sull'economia e sulle aziende americane, che si ritrovano ostaggio della battaglia.

A complicare il quadro è la Fed e i suoi rialzi dei tassi di interesse. La volatilità sul mercato - con l'indice della paura di Wall Street schizzato ai massimi da tre settimane - e i segnali di raffreddamento del mercato immobiliare americano potrebbero spingere la Fed a rivedere la propria tabella: una stretta del costo del denaro di un quarto di punto a dicembre è data per scontata, ma il prossimo anno potrebbe optare solo per due rialzi.

Per gli analisti si tratta di un deciso ridimensionamento delle attese, dato che solo fino a poche settimane fa erano date per scontate almeno tre strette nel 2019 con chance elevate di un quarto rialzo. In attesa che le incertezze svaniscano, l'indice tecnologico Nasdaq si avvia a chiudere il suo peggiore trimestre dal fallimento di Lehman Brothers nel 2008. E anche il Dow Jones non guarda al futuro con ottimismo: le attese sono di un ulteriore calo di 2.000 punti prima di un'inversione di rotta.

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