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REGNO UNITO
12.11.18 - 20:270

La proposta di Oxford per contenere i costi della salute: la tassa sulla carne

Lo studio dell'Università sostiene che le malattie legate alle carni rosse costano 285 miliardi di dollari all'anno nel mondo in cure mediche

Sanità - Università Oxford: tassa sulla carne per tutelare salute

LONDRA - Troppe salsicce e bistecche fanno ammalare di cancro, malattie cardiache e diabete, e le cure sono un costo per la società. Così, per coprire questi «costi sociali occulti» della carne rossa, serve una "meat tax", una tassa sulla carne.

L'imposta su braciole e insaccati è il punto focale di una ricerca dell'Università di Oxford, pubblicata sulla rivista specializzata Plos One. Lo studio sostiene che le malattie legate alle carni rosse costano 285 miliardi di dollari all'anno nel mondo in cure mediche. Viene quindi proposta una imposta del 20% sulla carne non lavorata (come le bistecche) e del 110% su quella lavorata (come gli insaccati e la pancetta), che fa ancora più male.

La misura raccoglierebbe 170 miliardi di dollari all'anno nel mondo e farebbe risparmiare 41 miliardi di dollari annui in cure mediche: in pratica, si eliminerebbe o compenserebbe il 70% dei costi sanitari dovuti alle carni rosse, e si eviterebbero 220'000 decessi all'anno. Il consumo medio di carne sarebbe ridotto di due porzioni alla settimana: attualmente nei paesi ricchi la media è una porzione al giorno. Il consumo di carni rosse lavorate calerebbe del 16%.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato nel 2015 che la carne rossa lavorata è cancerogena e quella rossa non lavorata potenzialmente cancerogena. Nel settembre scorso l'assemblea dell'Onu ha approvato un documento in cui afferma che non esistono «cibi sani o insalubri», ma «diete sane o insalubri».

A novembre però sette paesi (Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia) hanno presentato un progetto di risoluzione all'Onu che «esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie» verso «cibi e bevande insalubri». In pratica, tasse (come quelle sulle carni rosse o le bevande zuccherate) e le cosiddette "etichette a semaforo", che indicano con un bollino dal verde al rosso i cibi più ricchi di grassi e sali.

Ridurre il consumo di carne servirebbe anche a tagliare le emissioni di gas serra: gli allevamenti richiedono un dispendio enorme di energia e risorse e producono metano dalla digestione bovina. La riduzione del 16% del consumo di carni rosse lavorate provocata dalla "meat tax" secondo lo studio di Oxford taglierebbe le emissioni di gas serra di 110 milioni di tonnellate all'anno.

Secondo un'altra ricerca, se gli americani rinunciassero ad uno dei tre hamburger di carne che, in media, mangiano ogni settimana, si potrebbero eliminare le emissioni di gas serra corrispondenti a 12 milioni di auto circolanti per un anno.

Commenti
 
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Lonely Cat 1 anno fa su tio
Un altro studio americano mostra come le verdure e la frutta generino parecchi costi della salute in più rispetto alla carne, a causa della quantità di infezioni e malattie che queste veicolano. Gli studi sulla carne invece cercano di dimostrare che questa faccia male, ma senza alcun successo. Si tratta solo di una presa di posizione ideologica, basata su alchimie statistiche a dir poco ridicole.
matteo2006 1 anno fa su tio
Soldi per la ricerca sprecati quando si dovrebbe invece investire nell'informazione e nell'istruzione.
Meck1970 1 anno fa su tio
Eviva le tasse ....
Asdo 1 anno fa su tio
I cibi sostitutivi dovrebbero costare un po' meno allora
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