REGNO UNITO
18.01.16 - 14:260
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:05

Com’è dura essere ricchi a questo mondo

Dall’inizio dell’anno, borse e mercati hanno mandato in fumo oltre 300 miliardi di dollari dei 400 individui più abbienti

LONDRA - Non è facile essere ricchi a questo mondo. Perché è vero, svela e lamenta l’organizzazione non governativa Oxfam, che le 62 persone più abbienti del mondo da sole possiedono quanto tutti gli altri messi assieme; e che nel 2015 l’1% della popolazione ha superato in patrimonio il restante 99%. Ma fare i conti tutti i giorni con i numeri del proprio capitale dev’essere una gran fatica. Si rischia di sbagliare a ogni ora che passa.

Per esempio: in un mese neppure i 400 uomini più danarosi hanno perso ben 305 miliardi di dollari, senza poter nulla fare e senza quasi accorgersene. Quattrini in balia dei capricci dei mercati e delle borse: secondo Bloomberg Business, il crollo generale dei titoli ha inciso pesantemente sull’ammontare della ricchezza di pochi. Solo la scorsa settimana, sono andati in fumo 115 miliardi di dollari; venerdì scorso, sette supermiliardari hanno perso in appena ventiquattr’ore ben oltre un miliardo a testa.
Qualche nome? Bill Gates ha oggi un patrimonio netto di 6,8 miliardi di dollari più magro; dall’altra parte del globo Wang Jianlin, il paperone cinese, con 6,4 miliardi ridotti in cenere non ha alcuna ragione per gioire e schernirlo.

In testa alla classifica che nessuno celebra, per la verità, c’è Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che secondo Bloomberg ha perso 8,9 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno: 1,9 dei quali solo il 15 gennaio. Effetti di un’economia contratta, del Dow Jones e di un prezzo del petrolio che, come preannunciato dagli analisti, è (finalmente?) sceso sotto i 30 dollari al barile.
Così questi 400, che a maggio 2015 avevano conosciuto il boom con 4.300 miliardi complessivi, da allora hanno visto il loro patrimonio calare del 16%: in qualsivoglia modo la si giudichi, tanto o poco, di fronte a tali importi la percentuale si traduce in una gran bella cifra. Così di primo acchito verrebbe da chiamarli sfortunati: fino a che non ci si sofferma un attimo, ci si pensa un po’ su. Ed ecco sovviene la domanda: davvero nei dintorni non si nota neanche un pizzico d’invidia?

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