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Razzi, scontri e raid aerei, altre scintille tra Israele e Palestina

ISRAELE / PALESTINARazzi, scontri e raid aerei, altre scintille tra Israele e Palestina

21.04.22 - 16:40
Gaza, Gerusalemme, preghiere e dispute: la situazione si è nuovamente infiammata
Reuters
Razzi, scontri e raid aerei, altre scintille tra Israele e Palestina
Gaza, Gerusalemme, preghiere e dispute: la situazione si è nuovamente infiammata
Scontri scoppiati in un importante sito sacro di Gerusalemme sono stati seguiti da attacchi missilistici e raid aerei

GERUSALEMME - Israele ha effettuato oggi dei raid aerei nella Striscia di Gaza per la seconda volta questa settimana, dopo che un razzo partito da Gaza (insieme ad altri quattro, che sono stati però neutralizzati) ha colpito una casa nella parte meridionale d'Israele.

Nessuna fazione palestinese ha al momento rivendicato la responsabilità dei lanci di razzi, d'altra parte, i militanti di Hamas hanno dichiarato che il bombardamento da parte di Israele non farà altro che rendere i palestinesi più determinati nel «resistere all'occupazione e aumentare il loro sostegno a Gerusalemme e al suo popolo».

Gli scambi missilistici seguono un'escalation iniziata quasi un mese fa, con l'odio, la violenza e le uccisioni che hanno ripreso ad aumentare in una spirale negativa, che ha rinvigorito i timori di un ritorno ad un conflitto più sanguinoso.

«Morte agli arabi»
Mercoledì sera, come riportato da Al Jazeera, più di 1'000 manifestanti ultra-nazionalisti israeliani si sono uniti in un corteo diretto al quartiere musulmano della Città Vecchia di Gerusalemme, sventolando bandiere israeliane e scandendo cori come «morte agli arabi», ma la polizia ha impedito loro di raggiungere la Porta di Damasco.

Disordini hanno avuto luogo anche nella Spianata delle Moschee, a Gerusalemme (nota agli ebrei come il Monte del Tempio). All'alba di oggi, nella Spianata si sono verificati nuovi scontri (per il quinto giorno di fila) tra i palestinesi e la polizia israeliana, che ha fatto uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. In risposta, i fedeli islamici hanno risposto con bombe molotov e pietre.

Gli agenti hanno dichiarato di aver effettuato sette arresti, parlando di «un gruppo scissionista violento» che «impedisce ai fedeli di entrare nella moschea». 

I palestinesi accusano gli israeliani in particolare di permettere ai fedeli ebrei di entrare nel complesso sacro, dicendo che la mossa «è una violazione di una politica secolare secondo la quale i non-musulmani possono visitare, ma non pregare». Dal canto loro, i leader israeliani hanno detto che stanno garantendo la libertà di culto per tutte le religioni, a Gerusalemme.

Preoccupazione internazionale
La situazione ha aumentato l'ansia a livello internazionale. Tra gli altri, ad essersi recentemente espresso è stato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che ha detto di essere «profondamente preoccupato» per il deterioramento della situazione a Gerusalemme.

Ha aggiunto di essere in contatto con le parti per spingerle «a fare tutto il possibile per abbassare le tensioni, evitare azioni infiammatorie e calmare la retorica».

Il conflitto, lo ricordiamo, va avanti dagli inizi del ventesimo secolo. Mentre Israele considera Gerusalemme completamente parte del suo territorio e sua «capitale eterna», i palestinesi rivendicano l'istituzione di uno Stato Palestinese.

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