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26.11.21 - 15:430

Francia versus Regno Unito: il fronte del mare tenuto dai pescatori

Non si ferma il contenzioso sulle licenze di pesca: 59 attività normanne non hanno ancora ricevuto i permessi richiesti

SAINT-MALO - È battaglia navale nello stretto della Manica. I pescatori hanno calato l'ancora stamattina e per un'ora non hanno fatto entrare nessuno nella baia di Saint-Malo. E mentre tra Johnson e Macron volano parole grosse, i lupi di mare inglesi e francofoni issano insieme la bandiera francese e bretone.

C'è comprensione tra chi deve portare il pescato a casa. Ed è stato dimostrato questa mattina alle 07:45 quando dieci pescherecci sono usciti dal porto di Saint-Malo e si sono piazzati a mo di barriera per non far attraccare nessun peschereccio in arrivo dal Regno Unito. Il Normandy Trader, un'imbarcazione commerciale in arrivo da Saint-Helier, sull'isola di Jersey, non ha potuto infatti proseguire, ma il clima tra le due fazioni è rimasto relativamente mite.

Dalle 08:00 alle 09:00 i pescatori hanno fatto sentire il loro dissenso verso il Regno Unito che ancora si rifiuta di dare la licenza di pesca a 59 attività normanne per poter svolgere il proprio lavoro nelle acque jersiane. Ma, appunto, se verso il governo c'è molto astio, tra lupi di mare ce la si intende. Come riportato da Le Télégramme, il capitano di una nave ha offerto al peschereccio britannico una bandiera francese e bretone, che il ricevente ha issato sulla sua imbarcazione.

In queste ore sono previsti ulteriori blocchi. Per un'ora e mezza i porti di Calais e Ouistreham terranno in scacco i traghetti in arrivo. Poi dalle 14:00 alle 16:00 verranno bloccati i camion nel tunnel della Manica.

Un anno fa, nel mese di dicembre 2020, veniva stipulato l'accordo sulle licenze di pesca. Necessario per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Ma ancora oggi ci sono pescatori francesi che senza un vero motivo non hanno ancora ricevuto i permessi per poter continuare a svolgere il proprio lavoro. Già a settembre c'erano state delle rappresaglie con la Francia che teneva sotto sequestro un peschereccio britannico e, ancora prima, nel mese di maggio, si era rischiato che la situazione si incrinasse pericolosamente, con i francesi che avevano bloccato il porto di Saint-Helier e Johnson che aveva risposto per le rime mandando la marina militare.

Nel dibattito si è anche venuta ad aggiungere la Commissione europea che chiede al governo britannico di risolvere il contenzioso sulle licenze entro il prossimo 10 dicembre. Lo ricordiamo, per ottenere il permesso, i pescatori devono poter provare che lavoravano in quelle acque già prima che sopraggiungesse la Brexit.

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