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LIBANO
14.10.21 - 15:000
Aggiornamento : 16:50

Scoppia la guerriglia in città a Beirut, diversi morti e feriti

La manifestazione contro il giudice a capo delle indagini sull'esplosione dell'estate 2020 è sfociata nel sangue

I gruppi sciiti accusano di aver subito «un'aggressione violenta e premeditata»

BEIRUT - Tra mitragliatrici e lanciarazzi, a Beirut ha avuto luogo nelle scorse ore una vera e propria guerriglia urbana, il cui bilancio attuale - di 6 morti e 30 feriti - potrebbe peggiorare ulteriormente.

Come riporta la CNN, si tratta della peggiore esplosione di violenze nel Paese da almeno un decennio.

Il tutto è degenerato questa mattina, con i primi colpi esplosi durante una manifestazione davanti al Palazzo di giustizia a Beirut. Le proteste riguardavano la potente deflagrazione avvenuta al porto della città, nell'agosto 2020, che ha provocato più di duecento morti. I manifestanti chiedevano a gran voce la rimozione del giudice Tarek Bitar, che sta conducendo l'indagine perseguendo funzionari di alto livello, tra i quali anche politici alleati di Hezbollah. 

La folla era infatti principalmente costituita da sostenitori di Hezbollah (gruppo militante e politico libanese, sostenuto dall'Iran) e di Amal (gruppo sciita legato al premier Nabih Berry). Secondo loro, Bitar non è «politicamente neutrale».

«Cecchini sui palazzi»
Non è chiaro chi abbia sparato per primo, ma secondo i due gruppi alcuni cecchini del Partito cristiano-maronita «appostati sui palazzi di fronte» avrebbero aperto il fuoco contro i manifestanti, «mirando alla testa».

L'esercito libanese è ben presto intervenuto avvertendo che «sparerà a qualsiasi persona armata nelle zone dove sono scoppiati gli scontri». In una dichiarazione su Twitter, l'esercito ha anche invitato la gente a lasciare le strade vicino agli scontri nel quartiere Tayouneh. Tuttavia, gli scontri sono proseguiti.

Poco dopo, un portavoce di Hezbollah ha dichiarato alla CNN che «non risponderanno al fuoco» dell'esercito libanese, «che vuole trascinarci in un conflitto civile, e noi ci rifiutiamo». «È chiaro che coloro che hanno sparato contro i manifestanti erano gruppi armati organizzati, e che l'aggressione nei nostri confronti era pianificata», ha aggiunto il funzionario.

«Sembra una zona di guerra»
A quanto riporta un'inviata dell'emittente Al Jazeera, «questo è il più serio e intenso scontro a fuoco nelle strade di Beirut da anni. L'intera area sembra una zona di guerra, l'esercito è schierato e in forze ma ancora incapace di contenere la situazione, incapace di fermare i continui spari».

Gli scontri tra fazioni rivali sono durati almeno quattro ore, finché l'esercito non ha cordonato del tutto la zona, schierandosi agli ingressi del quartiere e inviando delle pattuglie armate alla ricerca dei tiratori.

Pian piano, poi, il rumore dei colpi di arma da fuoco è calato fino a sparire: «Sembra che sia stata entrata in vigore una tregua, dopo quattro ore di scontri».

AFP
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