Si infiltravano nelle lezioni online per interromperle
Depositphotos (foto d'archivio)
ITALIA
23.03.21 - 20:000
Aggiornamento : 24.03.21 - 11:46

Si infiltravano nelle lezioni online per interromperle

Gli inquirenti italiani hanno identificato tre "disturbatori" che agivano su tutto il territorio nazionale

I tre - due 19enni e un 17enne - hanno già riconosciuto le proprie responsabilità. Sono accusati di interruzione di pubblico servizio e di accesso abusivo a un sistema informatico.

GENOVA - «Passatemi il link ed entro nelle vostre video lezioni». Le parole sono quelle degli stessi autori, un gruppo di giovani che ha messo in piedi una struttura per poter disturbare e interrompere le lezioni scolastiche, svolte a distanza a causa della pandemia, su diverse piattaforme informatiche in tutto il territorio italiano.

Le indagini per ricostruire la struttura del gruppo hanno richiesto diversi mesi, ma alla fine la Polizia Postale di Genova ha identificato tre giovani - due di 19 anni e uno, ancora minorenne, di 17 -, residenti nelle province di Milano e Messina, quali organizzatori del sistema. I tre, che hanno subito ammesso le proprie responsabilità, dovranno ora rispondere dei reati di interruzione di pubblico servizio e di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

Le prime volte durante il primo lockdown
Numerose azioni di disturbo erano già state segnalate e denunciate dai dirigenti scolastici nel corso del primo lockdown dello scorso anno. Gli attacchi avvenivano spesso in modo programmato, ad esempio in occasione di un'interrogazione. I disturbatori spuntavano all'improvviso in videoconferenza e i docenti erano così costretti a sospendere le lezioni.

Per compiere i propri raid di disturbo, il gruppo faceva ricorso a computer, tablet e smartphone. Tutti dispositivi che le forze dell'ordine hanno nel frattempo confiscato e che saranno ora analizzati dagli inquirenti. Al momento sono stati individuati due gruppi principali, ma la cerchia sembra destinata ad allargarsi.

«La Polizia non ha tempo da perdere per cercarci»
L'azione di disturbo veniva gestita attraverso alcuni gruppi creati appositamente su Telegram e Instagram, mentre a condividere i codici per accedere alle lezioni in video erano spesso gli stessi studenti. «Ho un'interrogazione venerdì, ti mando il link così fai saltare tutto». «Se vuoi che entri durante la lezione mi devi pagare». Così si mettevano d'accordo, sentendosi - come sottolineato dagli inquirenti - «al sicuro per via della percezione di anonimato» che i social network sembrano poter garantire. E questo senso di sicurezza traspare anche da alcuni commenti che gli stessi ragazzi postavano riguardo all'operato delle forze dell'ordine. Perché tanto, citando testualmente, «la Polizia Postale non ha tempo da perdere nel cercare di trovarci» e poi «Telegram è crittografato e non rilascia i dati» alle autorità.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
EGITTO
12 min
Patrick Zaki sarà scarcerato (ma non assolto)
La conferma oggi da parte delle autorità egiziane che confermano come il processo si farà, ma a febbraio 2022
STATI UNITI
1 ora
Quel processo da 50 miliardi al sedicente creatore dei Bitcoin
Si è tenuto a Miami e ha visto sul banco degli imputati un informatico australiano 46enne che sostiene di averli creati
LE FOTO
FRANCIA
5 ore
L'esplosione e poi il crollo, in piena notte
All'origine del crollo, informano i pompieri, potrebbe esserci stata una fuga di gas
MONDO
7 ore
Covid, l'Oms "boccia" il plasma dei convalescenti
La terapia «non incrementa le chance di sopravvivenza né riduce la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica»
REGNO UNITO
16 ore
«Facebook ha lucrato sul genocidio dei Rohingya»
Lo sostiene una doppia class action che chiede al social di Zuckerberg 150 miliardi di dollari
Francia
17 ore
Ordinano stupri online, è la nuova frontiera del turismo sessuale
Chi paga questo "servizio" è nel 100 per cento dei casi un uomo e non è escluso che sia un padre di famiglia
ITALIA
20 ore
Brevettato il "trucco" per ingannare il coronavirus
I risultati di uno studio italiano. Basato sull'uso di aptameri, potrebbe essere il primo tassello di un nuovo farmaco.
LA FOTO
STATI UNITI
22 ore
La foto di Natale con i fucili d'assalto che fa discutere gli USA
L'albero addobbato, la famiglia riunita, e i... fucili d'assalto. Un'immagine che ha provocato una marea di polemiche
ITALIA
1 gior
Incastrati da un festino gli stupratori del Varesotto
I due avevano violentato una 21enne su un convoglio delle Nord e assalito un'altra giovane alla stazione di Venegono
MONDO
LIVE
Via libera nell'Ue al medicinale di Roche contro il Covid grave
Actemra, sviluppato da Roche, viene impiegato in aggiunta alle cure standard
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile