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Alexei Navalny è stato condannato a 3 anni e 5 mesi.
RUSSIA
02.02.21 - 18:350
Aggiornamento : 22:56

Alexei Navalny è stato condannato a 2 anni e 5 mesi

La libertà vigilata è stata commutata in detenzione effettiva, la pena è poi stata ridotta di un anno.

Durissimo attacco a Putin in aula, definito «Vladimir, l'Avvelenatore di mutande».

di Fabio Caironi
Giornalista
di Redazione
Ats ans

MOSCA - L'oppositore russo Alexei Navalny è stato condannato a 2 anni e 5 mesi di carcere. Alla pena iniziale, 3 anni e 5 mesi, è stato poi tolto un anno già scontato ai domiciliari per il caso Yves Rocher.

La sentenza è stata pronunciata in tribunale a Mosca. Navalny aspettava di sapere se la giudice del tribunale distrettuale Simonovskyj avrebbe commutato la libertà vigilata in detenzione effettiva, e così è stato. L'oppositore era accusato di violazione della libertà vigilata.

«Ci sono momenti in cui l'illegalità e l'arbitrarietà sono l'essenza del sistema politico, e questo è terribile. Ma è ancora peggio quando l'illegalità e l'arbitrarietà indossano il mantello del procuratore o della magistratura. Ed è dovere di tutti disobbedirvi, disobbedire a tali leggi» aveva dichiarato il 44enne nel corso della sua dichiarazione conclusiva. «Non riconosco questo tribunale. Chiedo il rilascio immediato per me e per tutti i prigionieri politici: questo teatrino è illegale».

Non è mancato un durissimo attacco nei confronti del presidente russo Putin: «Avevamo Alexander il Liberatore e Yaroslav il Saggio. Beh, ora avremo Vladimir, l'Avvelenatore di mutande».

Il Fondo anticorruzione fondato da Navalny chiama in piazza i suoi sostenitori: «Venite subito alla piazza del Maneggio! Il nostro Paese è piombato nella più completa illegalità, dobbiamo opporci» si legge su Twitter.

Le reazioni - Il governo britannico di Boris Johnson chiede "il rilascio immediato e senza condizioni" dell'oppositore russo Alexei Navalny dopo la sentenza di condanna emessa oggi a Mosca. In un messaggio firmato dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, Londra invoca anche la liberazione di «tutti i dimostranti pacifici e i giornalisti» arrestati in Russia nelle ultime settimane. «Il perverso verdetto di oggi - scrive Raab - prende di mira la vittima d'un avvelenamento invece dei responsabili e mostra come la Russia manchi di rispettare anche i più basilari impegni richiesti a qualsiasi membro responsabile della comunità internazionale».

«La sentenza contro Alexei Navalny è un duro colpo alle libertà civili e allo stato di diritto saldamente radicati in Russia»: lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, commentando il verdetto. «La corte di Giustizia europea per i diritti umani aveva già nel 2017 giudicato arbitrario il procedimento», ha proseguito Maas, ribadendo che Navalny, «deve essere immediatamente liberato».

«Si è appresa con costernazione la notizia della condanna di Navalny ad una lunga pena detentiva; condanna originata da un processo già definito 'arbitrario e manifestamente irragionevole' dalla Corte europea dei Diritti Umani». Così una nota della Farnesina, il ministero degli Affari Esteri italiano. «La detenzione di Navalny, dopo l'avvelenamento con agente chimico - prosegue - conferma la tendenza alla soppressione dei diritti fondamentali» in Russia. «L'Italia resta un coerente sostenitore del dialogo e della cooperazione tra l'Ue e la Russia, ma esprime forte preoccupazione dinanzi a tali sviluppi, che contrastano con i principi basilari di democrazia e stato di diritto».

La condanna di Alexei Navalny «è inaccettabile» e la Francia chiede «la sua liberazione immediata»: lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un tweet. «Un disaccordo politico - scrive il capo dell'Eliseo - non è mai un crimine. Il rispetto dei diritti umani come quello della libertà democratica non è negoziabile».

«La sentenza che stabilisce la detenzione di Alexei Navalny va contro tutti gli obblighi internazionali assunti dalla Russia in materia di rispetto dei diritti umani e sfida ogni credibilità». Lo afferma Dunja Mijatovic, commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa. «Navalny non avrebbe dovuto essere arrestato e poi processato perché la condanna su cui si basa la decisione di oggi è stata considerata arbitraria e manifestamente irragionevole dalla Corte europea dei diritti umani», evidenzia Mijatovic. «Con questa decisione le autorità russe non solo aggravano ulteriormente le violazioni dei diritti umani già pronunciate dalla Corte di Strasburgo ma inviano anche un segnale che mina la protezione dei diritti di tutti i cittadini russi e ha effetti sull'integrità del sistema europeo di protezione dei diritti», afferma il commissario.

«La condanna di Alexei Navalny è contraria agli impegni internazionali della Russia in materia di stato di diritto e libertà fondamentali. Va contro il verdetto della Convenzione Europea per i diritti Umani (Echr), che ha stabilito questo caso arbitrario e irragionevole. Chiedo il suo rilascio immediato». Lo scrive su Twitter l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell.

La cancelliera tedesca Angela Merkel chiede la liberazione immediata di Alexei Navalny e la fine della repressione delle manifestazioni organizzate dall'opposizione in Russia. Lo sottolinea il suo portavoce in un messaggio su Twitter.

«Condanno la sentenza nei confronti di Alexei Navalny con la massima fermezza». Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «Chiedo alla Russia di rispettare i suoi impegni internazionali e di rilasciarlo immediatamente e incondizionatamente», ha aggiunto.

«Ribadisco l'appello dell'Ue al rilascio immediato di Alexei Navalny. Non accettiamo la sua condanna: la giustizia non deve essere politicizzata». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. «I manifestanti hanno il diritto di manifestare pacificamente e di esprimere le loro opinioni politiche», aggiunge Michel.

keystone-sda.ch / STF (Pavel Golovkin)
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