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In Francia «tutti gli esercizi che sono attualmente chiusi, lo resteranno almeno fino a fine gennaio».
FRANCIA
07.01.21 - 18:390

La Francia resta chiusa

Le frontiere con la Gran Bretagna non riapriranno «fino a nuovo ordine», ha annunciato il primo ministro Castex.

Nel Regno Unito calano i contagi, ma si registra un nuovo picco di morti.

PARIGI - «Tutti gli esercizi che sono attualmente chiusi, lo resteranno almeno fino a fine gennaio»: lo ha annunciato il primo ministro francese, Jean Castex, in una conferenza stampa.

Restano chiusi e non riapriranno dal 20 gennaio, come era stato ipotizzato dal presidente Emmanuel Macron alla fine del lockdown a fine novembre, bar, ristoranti, cinema, musei e palestre. Non riaprono neppure gli impianti di risalita. Per bar e ristoranti, chiusi da ottobre, «la prospettiva di una riapertura è rinviata almeno a metà febbraio».

«Anche se il virus circola leggermente meno in Francia che nella maggior parte dei paesi vicini, la situazione è lungi dall'essere tornata alla normalità» e «resta fragile», ha detto Castex. «Il livello di contaminazioni nel nostro paese - ha continuato - resta elevato, anzi, tende ad aumentare dalla metà di dicembre». Inoltre, a causa della variante inglese del Covid-19, già individuata in una ventina di casi in Francia, «le frontiere con la Gran Bretagna resteranno chiuse fino a nuovo ordine».

«Prendiamo molto sul serio le minacce della variante inglese e di quella sudafricana», ha aggiunto il ministro della Salute, Olivier Véran. «Quella sudafricana è ancora poco conosciuta - ha spiegato - è stata individuata in tre pazienti in Francia. Quella inglese è meglio conosciuta e quello che sappiamo è che viene considerata come più contagiosa, nell'ordine del 40% - 70% in più rispetto al virus iniziale. È diventata la variante maggioritaria in Inghilterra».

«Tutte le persone che arrivano dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica - ha aggiunto Véran - dovranno presentare al loro arrivo in Francia la prova di un test molecolare negativo effettuato meno di 72 ore prima della partenza».

Nel Regno Unito calano i contagi, ma nuovo picco di morti - Scendono a 52'618, dagli oltre 62'000 di ieri, i nuovi contagi da Covid nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane; ma si impennano a 1'162 i morti nelle ultime 24 ore (fino a un totale di più di 78'000 dall'inizio della pandemia), secondo i dati odierni diffusi dal governo britannico.

È record, peraltro, anche dei test quotidiani eseguiti nel paese, che schizzano oltre quota 557'000.

Intanto il premier Boris Johnson, in un briefing a Downing Street assieme al ceo del servizio sanitario nazionale (Nhs) Simon Stevens e al generale Phil Prosser, responsabile dei reparti militari che aiutano nella distribuzione, ha detto che il totale di persone vaccinate contro il Covid nel Regno Unito ha raggiunto un milione e mezzo.

Johnson ha poi assicurato che il paese ha forniture sufficienti per vaccinare «entro metà febbraio» con la prima dose le 13,2 milioni di persone delle prime quattro categorie indicate come prioritarie in questa campagna e ha anche la capacità logistica grazie al lavoro dell'Nhs e al sostegno dei militari.

Il premier ha aggiornato sulla situazione nel giorno in cui nel Regno Unito è iniziata la somministrazione del secondo vaccino anti-Covid autorizzato nel paese - quello di Oxford-AstraZeneca dopo il Pfizer/BioNTech - anche presso gli ambulatori pubblici e presso i medici di base, oltre che negli ospedali.

Il premier Tory ha insistito sull'impegno ad accelerare «la più grande campagna di vaccinazioni della storia» come chiave di volta per superare l'emergenza e a informare giorno dopo giorno l'opinione pubblica sui progressi. Al riguardo ha fra l'altro assicurato che la totalità degli ospiti delle case di riposo del Regno avrà ricevuto la prima dose del vaccino entro la fine di gennaio.

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