Keystone
ITALIA
09.01.20 - 17:460

Strage di Bologna: ergastolo per Gilberto Cavallini

Ci sarà però un ricorso, il condannato: «Non dobbiamo chiedere scusa a nessuno», l'accusa: «Inquietanti collegamenti con lo Stato»

di Redazione
Ats ans

BOLOGNA - Condanna all'ergastolo per l'ex terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR, di ispirazione neofascista) Gilberto Cavallini, nel processo sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. I suoi legali hanno già annunciato che ricorreranno in appello.

La sentenza, letta dalla Corte di assise dopo sei ore e mezza di camera di consiglio, prevede anche delle provvisionali immediatamente esecutive per le parti civili: 100'000 euro per ogni persona che nella Strage di Bologna ha perso un parente di primo grado o il coniuge, 50'000 per chi ha perso un parente di secondo grado o un affine di primo o secondo grado, 30'000 per chi ha perso un parente o un affine di grado ulteriore, 15'000 per ogni ferito, 10'000 per chi ha un parente ferito.

Alla lettura della sentenza l'imputato, in semilibertà nel carcere di Terni, non era più presente in aula. In mattinata aveva fatto dichiarazioni spontanee.

«Io - ha detto Cavallini - sono pentito di quello che ho fatto, di quello che non ho fatto non mi posso pentire. Dico anche a nome dei miei compagni di gruppo che non abbiamo da chiedere perdono a nessuno per quanto successo il 2 agosto 1980».

«Ribadisco il concetto espresso da Francesca Mambro davanti a una Corte di assise, molti anni fa. Non siamo noi che dobbiamo abbassare gli occhi a Bologna. Se voi pensate che ragazzini di poco più 20 anni, alcuni minorenni, io poco più grande, siano stati la longa manus o gli esecutori di ordini di gruppi di potere come la P2 o di gruppi criminali come la mafia fate un grosso errore di fronte alla verità e al Paese. Io - ha aggiunto Cavallini - in ogni caso sono pronto a seguire le conseguenze. Mi sono imposto di accettare tutto quello viene e offrire la sofferenza a nostro Signore».

Erano presenti invece una trentina di familiari delle vittime, tra i banchi del pubblico, che hanno accolto il verdetto in maniera composta, con evidente soddisfazione. Presente anche la presidente dei familiari delle vittime della Banda della Uno Bianca, Rosanna Zecchi.

Il primo commento dei familiari delle vittime della Strage di Bologna, per voce della vicepresidente Anna Pizzirani, è stato: «La sentenza non cancella gli 85 morti e i 200 feriti, ma rende giustizia a noi familiari delle vittime che abbiamo sempre avuto la costanza di insistere su questi processi».

Dal canto suo, l'avvocato del collegio di parte civile per le vittime dell'attentato, Andrea Speranzoni, ha commentato: «Questo processo ha condannato il quarto NAR alla pena dell'ergastolo, in questa strage fascista e, aggiungo, con inquietanti collegamenti con apparati dello Stato deviati il cui ruolo, in questa istruttoria, ha iniziato a emergere».

«Dobbiamo, a questo punto, leggere le motivazioni - ha aggiunto. Aappiamo che c'è da due anni un'indagine sui mandanti in Procura generale. In questo dibattimento è emerso che Gilberto Cavallini aveva dei numeri di telefono di una struttura dell'intelligence, è emerso un covo dei NAR a Roma in via Gradoli in un luogo noto per altre vicende di terrorismo di anni precedenti. Sono emersi molti punti di contatto di Gilberto Cavallini e dei NAR con apparati deviati dello Stato. Questa sentenza ne conferma la responsabilità e riteniamo che recepirà questi accertamenti che l'istruttoria ha consentito di fare, che ci mostrano non più dei NAR spontaneisti, ma dei NAR collegati con apparati dello Stato».

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