Keystone
REGNO UNITO
19.08.19 - 19:260
Aggiornamento : 19:52

Il video che inchioda il principe Andrea, era a casa di Epstein

Il duca di York è finito nella bufera per la sua amicizia con il finanziere suicida e coinvolto già dal 2008 in uno scandalo per abusi sessuali e sfruttamento della prostituzione minorile

LONDRA - È il 6 dicembre 2010, ed è un freddo pomeriggio newyorchese. Davanti alla lussuosa townhouse di Jeffrey Epstein, nell'Upper East Side di Manhattan, è un via vai di persone, soprattutto di giovani donne. Chi entra e chi esce, una vera e propria processione, ma nessuno immagina che una telecamera puntata sull'ingresso di casa sta riprendendo ciò che accade.

Sono circa le 16.30 e all'improvviso lascia la palazzina una ragazza mora: dietro di lei fa capolino sull'uscio un uomo che la saluta sorridente e poi, prima di richiudere il portone, si guarda intorno, come a controllare che non ci siano testimoni: quell'uomo è il principe Andrea d'Inghilterra.

Il video è stato pubblicato dal Daily Mail e torna ad imbarazzare pesantemente Buckingham Palace, dopo che nel fine settimana persino la regina Elisabetta si era mostrata al fianco del figlio 59enne, finito nella bufera per la sua amicizia con il finanziere suicida e coinvolto già dal 2008 in uno scandalo per abusi sessuali e sfruttamento della prostituzione minorile. Facendosi accompagnare in chiesa la sovrana ha voluto inviare all'opinione pubblica un messaggio chiaro, quello che lei sostiene il figlio di fronte ad accuse e sospetti che la casa reale ritiene privi di ogni fondamento.

Ma ora le nuove immagini sembrano confermare lo stretto rapporto tra il duca di York ed Epstein, con Andrea ospite in casa del finanziere e che nell'apparire sulla soglia della dimora appare assolutamente a suo agio: «Come se fosse casa sua», racconta al Daily Mail un testimone. A poche ore prima risalgono gli scatti, già pubblicati in precedenza, che ritraggono Andrea e il finanziere newyorchese mentre passeggiano a Central Park.

«Siamo di fronte a illazioni ripugnanti», reagisce con un comunicato ufficiale il duca di York, che rompe per la prima volta il silenzio e afferma di essere "inorridito" dalle storie sui presunti reati commessi da Epstein. Reati nei quali, secondo i racconti di almeno una delle vittime, sarebbe anche lui coinvolto. Virginia Roberts Giuffre, una delle ex schiave del sesso, ha infatti raccontato di essere stata "offerta" al duca di York almeno tre volte: nella casa di New York, a Londra e durante un'orgia a Little St. James, l'isola privata comprata da Epstein alle Virgin Island.

Che sia vero o no, i media inglesi, e non solo, si interrogano su come sia possibile che Andrea intrattenesse rapporti così stretti con una persona accusata di reati gravissimi e non si accorgesse di quanto accadeva, vista a questo punto la sua sicura frequentazione di casa Epstein.

Le immagini, girate per l'intero pomeriggio, mostrano prima uscire una donna bionda giovanissima con un cappello e vestita di rosso. Si dirige verso 66th Street, la via in cui il miliardario possedeva un appartamento che - sostengono alcune accusatrici - veniva usato per ospitare ragazze dell'est europeo. Poi dopo un'ora circa si vede il finanziere uscire con un'altra giovane donna bionda che, tremante per il freddo pungente, l'accompagna alla sua Bentley, prende delle istruzioni e rientra in casa. Nel frattempo sta per uscire a sua volta Sarah Kellen, l'ex assistente di Epstein e molto probabilmente una delle tre sospette "complici" senza nome del finanziere citate nelle carte degli investigatori. Alla fine del filmato, quando oramai è quasi buio, si vede arrivare un'ultima giovanissima ragazza mora che bussa e viene fatta entrare.

Intanto emergono nuove storie su Ghislaine Maxwell, l'ex fidanzata e compagna di affari di Epstein: secondo un'esclusiva del New York Post, avrebbe donato una cifra ingente all'ospedale newyorchese dove sarebbero state medicate alcune ragazze vittime degli abusi sessuali.

Rimosso il responsabile delle carceri federali - Cade la prima testa dopo il suicidio in carcere del finanziere americano Jeffrey Epstein. Il massimo responsabile dei penitenziari federali Hugh Hurwitz è stato infatti rimosso dal suo incarico su ordine del ministro della giustizia William Barr.

Hurwitz ricopriva l'incarico dal maggio del 2018. Nessuna motivazione ufficiale, per il momento, è stata rilasciata sulla decisione. Intanto proseguono le indagini dell'Fbi e del Dipartimento di giustizia sulla morte del finanziere.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Dal Mondo
STATI UNITI
2 ore
«Il razzismo è una crisi di salute pubblica»
Lo ha dichiarato giovedì la sindaca di Chicago, Lori Lightfoot. Per contrastarlo verranno usati quasi 10 milioni.
UNIONE EUROPEA
7 ore
Sentenza sui vaccini: l'Ue esulta, AstraZeneca pure
Il verdetto è stato accolto «con soddisfazione» sia da Bruxelles che dall'azienda anglo-svedese
GERMANIA
9 ore
La Svizzera non è più «un'area a rischio»
L'Istituto Robert Koch ha deciso: gli svizzeri possono entrare in Germania senza restrizioni
REGNO UNITO
11 ore
La «profonda vergogna» dei ministri per gli stupri che restano impuniti
Un numero altissimo di crimini non viene nemmeno denunciato, la politica fa mea culpa
STATI UNITI
12 ore
Niente accusa di schiavitù infantile per Nestlé Usa e Cargill
Lo ha stabilito la Corte Suprema, ma gli attivisti impegnati nel caso non hanno nascosto il loro disappunto
ITALIA
13 ore
Il Green Pass italiano: a cosa serve e come lo si ottiene
Lanciata nelle scorse ore l'apposita piattaforma governativa: la certificazione consentirà di viaggiare, ma non solo.
STATI UNITI
14 ore
Sale in auto, guida e spara: 90 minuti di follia
In otto sparatorie diverse, una persona ha perso la vita e 12 sono rimaste ferite
EUROPA
15 ore
Viaggi in aereo? «Mascherina sempre addosso»
Sono state aggiornate le linee guida europee per i voli turistici
MONDO
16 ore
La pandemia non ferma la migrazione: nel 2020 oltre 82 milioni di persone in fuga
Anche lo scorso anno il numero di movimenti forzati è aumentato. Nel 42% dei casi si tratta di minori
COREA DEL NORD
16 ore
«Con gli Stati Uniti pronti al dialogo ma anche allo scontro»
Così si è espresso Kim Jong-Un delineando la posizione della Corea del Nord di fronte all'amministrazione di Joe Biden
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile