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Le convinzioni religiose non sono sufficienti per non pagare le tasse.
AUSTRALIA
18.07.19 - 19:000

Non pagano le tasse perché «è contro il volere di Dio»

Dal 2011 una famiglia non ha versato un centesimo e ora si è vista comminare una maxi multa

SYDNEY - Una famiglia australiana ha smesso di pagare le tasse nel 2011 con una singolare motivazione: «È contro il volere di Dio». Una spiegazione che non ha convinto le autorità, che hanno comminato una multa di oltre due milioni di dollari australiani (circa 1,4 milioni di franchi svizzeri) per evasione fiscale.

Facciamo un passo indietro: otto anni fa, riferisce Abc News, i fratelli Rembertus Cornelis e Fanny Alida Beerepoot, proprietari di una fattoria in Tasmania, hanno cessato di versare all'erario le dovute imposte, per un ammontare di 930mila dollari australiani. La motivazione? La legge degli uomini è contraria all'insegnamento divino e i due si convinti di non dover pagare nulla «perché apparteniamo a Dio». I fratelli Beerepoot si sono convinti che, «dato che ci siamo allontanati dalla giurisdizione di Dio, questo paese è stato maledetto e colpito da calamità come la siccità e l’infertilità».

Motivazioni che non hanno convinto il giudice che ha emesso la sentenza, che da un lato considera che la fede religiosa dei due sia profonda e sincera, ma dall'altro ritiene che la Bibbia non dice da nessuna parte che le tasse non devono essere pagate. Anzi: «C’è scritto che le questioni civili e la legge divina operano in due sfere separate», ha aggiunto.

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