Keystone
ITALIA
30.06.19 - 11:080
Aggiornamento : 16:41

L'Olanda contro Carola Rackete. La comandante si scusa: «Avevo paura»

I Paesi Bassi hanno spiegato la loro ferma posizione in merito ai migranti. L'attivista tedesca ha detto di aver sbagliato manovra entrando nel porto di Lampedusa

LAMPEDUSA - Più volte citata dal ministro dell’interno italiano Matteo Salvini - accusata di “menefreghismo” - l’Olanda ha preso posizione in merito alla vicenda della Sea Watch 3, attraverso le parole della segretaria di Stato all’immigrazione. In un’email inviata da Ankie Broekers-Knol - alla quale seguirà una missiva ufficiale - i Paesi Bassi hanno espresso il loro disappunto, come riporta il Corriere della Sera.

È stato chiarito che se una nave, come quella capitanata da Carola Rackete, sventola la bandiera di uno Stato «non implica un obbligo per quello Stato di prendersi carico delle persone soccorse». Inoltre è stato precisato che il paese non partecipa più agli schemi di sbarco “ad hoc” e non prenderà più migranti dalle operazioni Sar in un’area ampiamente colpita dalle attività dei trafficanti di esseri umani. L’Olanda condivide il pensiero di Matteo Salvini ritenendo che «le operazioni della Sea Watch contribuiscono alle attività criminali dei trafficanti». 

Sempre sulla stessa linea del vice premier Salvini, anche l’Olanda prende le distanze dalle scelte della capitana Carola Rackete: «Avrebbe potuto andare in Libia, in Tunisia, o anche nel porto olandese di competenza».

L’Olanda si dichiara comunque pronta per trovare nuove soluzioni perché l’emergenza non è finita: «Abbiamo registrato in questo periodo successivo alla crisi migratoria un continuo, alto numero di richiedenti asilo, molti dei quali provenienti dall’Italia. Questi movimenti sono un altro problema che dobbiamo affrontare».

Le scuse - Nelle stesse ore Carola Rackete si è scusata. «Non è stato un atto di violenza. Solo di disobbedienza. Ma ho sbagliato la manovra», ha spiegato la ragazza tedesca riferendosi all'aver urtato violentemente la motovedetta della Guardia di Finanza durante il suo ingresso nel porto di Lampedusa. «È stato un errore di avvicinamento alla banchina. Non era mia intenzione mettere in pericolo nessuno».

Le persone coinvolte pensano che la situazione sarà valutata dalle autorità, ma sono consapevoli di averla vista brutta. «Se non fossimo riusciti a compiere una manovra veloce probabilmente saremmo morti», hanno spiegato i cinque finanzieri a bordo.

E la comandante rincara la dose, spiegando al Corriere della Sera che «la situazione era disperata. E il mio obiettivo era solo quello di portare a terra persone stremate e ridotte alla disperazione. Avevo paura. Erano iniziati atti di autolesionismo tra i migranti. Da giorni facevamo i turni, anche di notte, per paura che qualcuno si potesse gettare in mare. E per loro, che non sanno nuotare, significa: suicidio. Temevo il peggio».

Nessun problema di salute per i migranti - «Nessuno dei 41 immigrati scesi dalla SeaWatch presenta malattie o problemi particolari come scabbia o disidratazione». È quanto affermano fonti del ministero italiano dell'interno, sottolineando che tutti «sono stati rifocillati, hanno passato una notte serena e per nessuno di loro è stato disposto alcun accertamento specifico, né il trasferimento in elisoccorso verso l'ospedale di Palermo».

La notizia non sorprende: i bambini con gli accompagnatori e i malati erano già scesi a terra col via libera del governo italiano. «Resta quindi da capire a quale stato di necessità si riferisse la Ong per giustificare l'attracco non autorizzato» a Lampedusa. 

Nuovo sbarco a Lampedusa - Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa: un barchino con a bordo 17 persone, tutti tunisini, è approdato direttamente sull'isola la scorsa notte. I migranti sono stati fatti sbarcare e trasferiti al centro di Contrada Imbriacola. (ats ans)

Il presidente tedesco: «Chi salva vite umane non può essere un criminale» - Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier critica l'arresto della comandante della Sea Watch. «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali. Tuttavia - ha detto Steinmeier alla Zdf - l'Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell'Ue, è uno Stato fondatore dell'Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali», ha concluso.
 
 

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