KEYSTONE/EPA (US CENTRAL COMMAND / HANDOUT)
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STATI UNITI
14.06.19 - 14:000

Petroliere, il video del "dopo attacco"

Gli Usa accusano l'Iran di aver attaccato le navi nel Golfo di Oman. Teheran: «Complotto dei falchi Usa»

NEW YORK (ats ans) - Attraverso un video diffuso dal comando centrale Usa, il segretario di Stato Mike Pompeo accusa l'Iran di aver rimosso, durante i soccorsi, una  mina dal fianco della petroliera colpita nel Golfo di Oman per nascondere le prove delle loro azioni.

In un filato fatto circolare dal Pentagono si vede infatti quella che viene descritta come una imbarcazione con dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran), intenti a rimuovere quella che appare essere una mina magnetica inesplosa dal fianco della petroliera giapponese, la Kokuka Courageous, danneggiata probabilmente da un'altra mina, ieri nel Golfo di Oman. Le immagini in bianco e nero circolano in queste ore sui media.

L'armatore giapponese proprietario della petroliera Kokuka Courageous, riferisce però di aver notato 'oggetti volanti' prima dell'esplosione, escludendo in questo modo che a causare i danni siano state mine, come suggerito dagli Stati Uniti.

«Un complotto dei falchi Usa» - Le accuse all'Iran di essere l'autore degli attacchi di ieri alle petroliere nel Golfo dell'Oman sono «parte di un complotto da politici guerrafondai negli Stati Uniti e nella regione»: lo ha dichiarato su Twitter il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif.

«Gli Stati Uniti hanno immediatamente tratto conclusioni contro l'Iran, senza avere neanche uno straccio di prove fattuali circostanziate», ha scritto Zarif, aggiungendo che Washington sta solo cercando in questo modo di «coprire il terrorismo economico», riferendosi alle sanzioni imposte a Teheran.

«Operazione Usa sotto falsa bandiera» - «Le dichiarazioni provocatorie del rappresentante degli Stati Uniti contro l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu di ieri fanno parte di un'altra campagna iranofobica. L'Iran respinge categoricamente le accuse infondate degli Stati Uniti riguardo agli incidenti delle petroliere del 13 giugno e li condanna nei termini più forti possibili». Lo scrive in una nota la missione di Teheran alle Nazione Unite, citata da Press Tv.

«Né le prove fabbricate né le campagne di disinformazione o le accuse senza vergogna ad altri possono cambiare la verità. Gli Stati Uniti e i loro alleati regionali devono porre fine all'atteggiamento guerrafondaio e ai complotti maligni e alle operazioni sotto false bandiere nella regione», prosegue Teheran. L'Iran ribadisce di considerare l'episodio "sospetto" e chiede alla comunità internazionale di contrastare «le incoscienti e pericolose politiche e pratiche degli Usa e dei loro alleati regionali, che innalzano le tensioni nella regione».

«Evitare escalation» - «Il governo tedesco condanna duramente questi attacchi a tutte le navi della zona e mantiene uno scambio di informazioni costante con gli Usa e con gli alleati». Lo ha detto Ulrike Demmer, portavoce del governo di Berlino riferendosi all'attacco alle petroliere nel Golfo.

«Si tratta - ha spiegato - di notizie eccezionalmente preoccupanti. Bisogna evitare una spirale di escalation, in gioco c'è la sicurezza dell'area e quella della navigazione. Bisogna lavorare perché prevalga il dialogo».

 
 

KEYSTONE/EPA (US NAVY / US CENTRAL COMMAND HANDOUT)
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