Keystone
RUSSIA
10.06.19 - 09:390
Aggiornamento : 12:22

«Noi siamo Ivan Golunov»

I tre principali quotidiani economico-liberali russi prendono le difese del giornalista investigativo Ivan Golunov, arrestato venerdì con l'accusa di tentato spaccio di stupefacenti

MOSCA - «Noi siamo Ivan Golunov». I tre principali quotidiani economico-liberali russi, Vedomosti, RBK e Kommersant, sono andati in edicola oggi con una prima pagina identica per sostenere il giornalista investigativo Ivan Golunov, arrestato venerdì scorso con l'accusa di tentato spaccio di stupefacenti e al momento agli arresti domiciliari. La dimostrazione di solidarietà è definita da molti osservatori come senza precedenti.

«Non consideriamo convincenti le prove di colpevolezza di Ivan Golunov presentate dall'istruttoria e le circostanze del suo fermo suscitano grandi dubbi», scrivono le testate in modo congiunto, sottolineando che non si può escludere che nel corso dell'operazione di polizia sia «stata violata la legislazione».

«Non escludiamo che il fermo e il successivo arresto di Golunov abbiano a che fare con la sua attività professionale: chiediamo di controllare dettagliatamente se le azioni degli agenti del ministero degli Interni responsabili dell'arresto di Golunov abbiano rispettato la legge e insistiamo che siano forniti i risultati della verifica ai media».

Test antidroga negativi - Gli esperti del ministero dell'Interno russo non hanno trovato sostanze narcotiche e psicotrope nei campioni presi dalle mani e dalle unghie del reporter di Meduza Ivan Golunov, accusato di tentato traffico di droga.

Lo fa sapere Pavel Chikov, il capo dell'associazione internazionale per i diritti umani Agora, i cui avvocati difendono il giornalista. Il test del "lavaggio" delle mani, precisa la testata, è in grado d'individuare tracce di droga risalendo a due settimane dal primo contatto. Anche il test delle urine è risultato negativo.

Il responsabile dell'arresto detiene un patrimonio «sospetto» - La testata Baza e la sede russa della ONG Transparency International hanno riferito che il colonnello della polizia Andrey Shchirov - i cui subalterni hanno arrestato il giornalista di Meduza Ivan Golunov - possiede terreni nella regione di Mosca per un controvalore pari a 50-70 milioni di rubli (tra 772.000 e 1,1 milioni di dollari).

I giornalisti hanno trovato almeno dieci appezzamenti di terra intestati a Shchirov e sua madre in tre diversi quartieri e hanno riferito che la madre di Shchirov possiede una Volvo XC90 del valore di circa 4 milioni di rubli (61mila dollari). La situazione patrimoniale, sottolineano, mal si adatta allo stipendio annuale ufficiale del colonnello compreso fra gli 800mila rubli e il milione (ovvero 10-13 mila dollari). Transparency International presenterà una denuncia per chiedere ai magistrati russi di determinare il rapporto tra il valore delle proprietà di Shchirov e il suo reddito legale.
 
 


 
 

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