Keystone
STATI UNITI
05.06.19 - 12:180
Aggiornamento : 19:35

Bambino trovato incatenato in bagno muore di stenti

Il padre del 12enne e la sua compagna sono stati arrestati per omicidio, abbandono di minore, sequestro e percosse

INDIANAPOLIS - Un bambino di 12 anni morto di fame e di stenti dopo essere stato picchiato, traumatizzato con un collare elettrico per cani e incatenato nel bagno di una stanza di motel: tragedia degli orrori in Indiana, dove la polizia ha arrestato il padre, Luis Posso, 32 anni, e la matrigna, Dayana Medina-Flores (25), con l'accusa di omicidio, abbandono di minore, sequestro di persona e percosse.

Una storia sconcertante che alza il velo sugli abusi subiti dai minori, un fenomeno molto più diffuso negli Usa di quanto si pensi, come conferma il recente ergastolo ai coniugi Turpin per il sequestro e le torture ai loro 13 figli tenuti in gabbia in California.

Eduardo era un ragazzino di 12 anni che avrebbe dovuto andare a scuola. Invece la coppia, quando non lo portava con sè a distribuire volantini pubblicitari per un circo itinerante, lo teneva incatenato ad una sbarra porta asciugamani, con al collo un collare elettrico per cani, che il padre aveva usato per traumatizzarlo. La matrigna ha raccontato che il 23 maggio il bambino si era ammalato ed era diventato troppo debole per alimentarsi da solo prima di perdere lucidità. Il giorno dopo era freddo al tatto e suo padre decise di portarlo all'ospedale di Bloomington, dove però arrivò privo di sensi. Poco dopo fu dichiarata la sua morte, per complicazioni legate alla fame e alla malnutrizione, nonché all'assenza di cure mediche. Evidenti i segni di abusi, tra ematomi, escoriazioni, lacerazioni e ulcere in tutto il corpo.

L'inchiesta ha portato dritto alla coppia e alla loro stanza in un modesto motel di Kokomo, dove sono stati trovati catene, corde, manette e lucchetti. Gli investigatori hanno scoperto anche un sms sul cellulare del padre che diceva «Eduardo è quasi libero dalle catene». E un terrificante selfie dell'uomo con il figlio incatenato nella vasca. È spuntato anche un video che mostra la matrigna e un altro bambino entrare nel bagno e ignorare Eduardo. Dopo il diniego iniziale, la donna ha ammesso che il compagno aveva picchiato il ragazzino con le mani, con una cintura e una scarpa, che lo aveva legato con corde e catene diverse volte, e che aveva aveva usato il collare elettrico sul figlio. Il padre ha ammesso solo le frustate. Gli altri tre fratelli che vivevano con la coppia, una ragazzina di 9 anni e due bimbi di 5 e 2 anni, sono stati trovati in buone condizioni e trasferiti in un centro di accoglienza per minori.

Scioccata la madre di Eduardo, Aurea Garcia, che vive in Florida e che si era separata da Posso nel 2015: in parte proprio perchè alzava le mani sui figli, che erano rimasti al padre dopo che lei non si era presentata ad una udienza per l'affidamento. Quando la polizia ha bussato alla sua porta, pensava che finalmente volessero restituirle i figli. Invece le hanno portato la notizia della morte di Eduardo.

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