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216 persone ridotte in schiavitù sono state liberate in Nigeria e Benin.
NIGERIA / BENIN
26.04.19 - 06:000

L'Interpol ha liberato 216 schiavi

Per la maggior parte erano ragazzini, costretti a fare lavori pesanti o prostituisi

ABUJA - L'Interpol ha soccorso e liberato 216 persone ridotte in schiavitù tra la Nigeria e il Benin.

La maggior parte delle vittime dei trafficanti di uomini - ben 157 -erano bambini e adolescenti, che venivano costretti a compiere lavori pesanti oppure a prostituirsi. L'operazione, denominata “Epervier II”, ha visto entrare in azione nelle scorse settimane 100 agenti di polizia nei due Paesi africani.

Molti dei giovani schiavi erano impiegati nei mercati come facchini, oppure trasportavano acqua dalle sorgenti e le bambine (complessivamente 121) erano per la maggior parte obbligate a servire come cameriere. Venivano spesso abusati e minacciati di morte o che non avrebbero mai più visto i propri genitori.

Il più piccolo tra coloro che è stato liberato era costretto a portare carichi pesanti, come sacchi di riso, da una parte all'altra della frontiera tra Benin e Nigeria. Tutti sono molto giovani: hanno un'età tra gli 11 e i 16 anni e provengono da Burkina Faso, Benin, Nigeria, Togo e Niger. Alcuni hanno fatto rientro nelle famiglie, altri sono stati affidati a organizzazioni non governative.

Le indagini finalizzate allo smantellamento delle reti criminali sono ancora in corso, ha spiegato alla Fondazione Thomson Reuters il direttore della sezione sul crimine organizzato dell'Interpol Paul Stanfield. «Si tratta di gruppi motivati dal denaro. È difficile contrastarli a causa della scarsità di risorse», anche se dei progressi sono stati fatti recentemente. L'organizzazione internazionale dedita alla cooperazione di polizia e al contrasto del crimine internazionale continuerà a lavorare per identificare i "punti caldi" del traffico di esseri umani nell'Africa occidentale.

Nel corso dell'operazione la polizia ha arrestato 47 sospetti trafficanti e ha sequestrato denaro, telefoni, computer e veicoli. Gli agenti sono entrati in azione nei mercati di Porto-Novo e Abuja (rispettivamente capitali di Benin e Nigeria) e nei porti marittimi, negli aeroporti e nell'area di confine. Si stima che nella sola Nigeria 1,4 milioni di persone siano ridotte in schiavitù.

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