Keystone
ITALIA
23.03.19 - 13:070
Aggiornamento : 19:57

Ousseynou Sy resterà in carcere. Aveva una pistola

È accusato di strage aggravata dalla finalità terroristica

MILANO - Deve restare in carcere Ousseynou Sy, l'autista che tre giorni fa ha sequestrato a San Donato Milanese un bus con 51 bambini e gli ha dato fuoco. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari (gip) di Milano Tommaso Perna che ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare.

Il dirottamento del bus con 51 bambini, al quale poi Sy ha dato fuoco, configura il reato di strage aggravata dalla finalità terroristica, ha stabilito Perna nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 47enne.

Nell'ordinanza vengono confermati anche gli altri reati di sequestro di persona, resistenza e incendio contestati dal capo del pool dell'Antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Luca Poniz.

È provato che avesse anche una pistola - «È provato che Ousseynou Sy avesse con sé, oltre che un coltello, anche una pistola». Lo scrive il gidice delle indagini preliminari.

Il giudice richiama sul punto le testimonianze, come quella di un insegnante che ha raccontato che il 47enne alzò «la sua maglietta mostrando una pistola inserita all'interno dei pantaloni ed in mano una lama, di circa 10 cm».

«Lo scopo sotteso all'azione di Sy, era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal Governo in carica». Il suo intento era quello di «compiere un'azione dimostrativa sull'onta dell'ira in lui generata, come ha riferito, dall'episodio del mancato sbarco di 49 persone, ossia la vicenda della nave Mare Jonio», aggiunge Perna nell'ordinanza.

Telefonata - «Ho fatto qualche telefonata alle persone 'Guardate che mi farò sentire'» ha dichiarato durante l'interrogatorio davanti ai pm Alberto Nobili e Luca Poniz di tre giorni fa, riportato nell'ordinanza di custodia in carcere. L'autore ha raccontato di aver contattato alcune «persone» prima di compiere l'azione terroristica, oltre ad aver fatto un video-manifesto della sua ideologia.

«L'Africa sta da sola, voi state da soli e staremo bene, vi assicuro che staremo bene, perché ci sta uccidendo (...) è un genocidio», ha detto l'uomo ai pm, facendo riferimento più volte alle morti dei migranti in mare, aggiungendo che «i bianchi ci vogliono tutti morti, è un genocidio programmato».

E che il suo gesto «clamoroso» doveva servire anche a fare «propaganda» perché «ci sono le elezioni Europee che stanno arrivando».


 
 

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