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BRASILE
21.03.19 - 15:560
Aggiornamento : 17:49

Mandato di arresto contro Michel Temer

L'ex presidente è accusato di corruzione nel quadro dell'inchiesta nota come Lava Jato

BRASILIA - L'ex presidente brasiliano Michel Temer è stato arrestato a San Paolo, in seguito ad accuse di corruzione, e sarà trasferito a Rio de Janeiro, dove deve presentarsi davanti alla magistratura. Lo ha reso noto il canale Globo News.

Secondo l'emittente, anche l'ex ministro delle Miniere e dell'Energia brasiliano, Moreira Franco, è stato arrestato stamani nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato sui fondi neri Petrobras, considerata la Mani Pulite verdeoro.

In tutto - precisano i media locali - sono otto i mandati di arresto preventivo disposti dal giudice Marcelo Bretas, del Settimo Tribunale penale federale di Rio de Janeiro.

Secondo G1, il sito di notizie della Rede Globo, l'arresto di Temer sarebbe legato alle indagini riguardanti uno schema di corruzione relativo alla costruzione della centrale nucleare Angra 3, situata ad Angra dos Reis, sul litorale di Rio de Janeiro.

José Antunes Sobrinho, ex proprietario dell'impresa Engevix divenuto collaboratore di giustizia, ha rivelato agli inquirenti che, per aggiudicarsi l'appalto, avrebbe pagato una tangente da un milione di reais (poco meno di 300 mila euro) su richiesta del colonnello Joao Baptista Lima Filho (amico e collaboratore di Temer) e dell'ex ministro delle Miniere e dell'Energia, Moreira Franco. Il tutto con il consenso tacito del capo di Stato.


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«Un atto barbarico» - Temer, ha definito un «atto barbarico» il suo arresto preventivo: lo ha reso noto il portale di notizie Uol riferendo una telefonata tra l'ex capo di Stato e il giornalista Kennedy Alencar.

Brian Alves, uno dei legali di Temer, ha intanto annunciato la presentazione, nelle prossime ore, della richiesta di 'habeas corpus'. L'arresto è avvenuto a San Paolo mentre l'ex presidente usciva di casa. Da lì gli agenti lo hanno portato all'aeroporto di Guarulhos, per trasferirlo a Rio.

«Temer a capo di un'organizzazione criminale» - Temer era a capo di una «organizzazione criminale» che opera da 40 anni nello Stato di Rio de Janeiro: lo hanno detto ai media locali gli inquirenti dell'operazione Lava Jato, considerata la Mani Pulite brasiliana. Temer, che ha concluso il suo mandato presidenziale lo scorso dicembre, è coinvolto in altre nove inchieste, cinque delle quali davanti alla Corte suprema.

In una nota il partito dell'ex presidente, Mdb, ha criticato il suo arresto sostenendo che le indagini hanno «dimostrato che non vi è alcuna irregolarità» da parte di Temer. Il movimento politico ha anche auspicato che «la giustizia ripristini le libertà individuali, la presunzione di innocenza, il principio del contraddittorio e il diritto di difesa».

Guai anche per Lula - L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e suo figlio Luis Claudio sono stati messi sotto accusa dalla polizia federale per riciclaggio di denaro e di traffico di influenze per aver favorito finanziariamente la società di marketing sportivo Touchdown in modo illecito.

Secondo le informazioni divulgate dal sito "G1", la società ha ricevuto oltre 10 milioni di reais dai suoi finanziatori, ma il suo capitale azionario è stato valutato a solo 1 milione di reais. La Touchdown è oggetto di un'indagine dell'inchiesta Lava Jato dal 2017. L'incriminazione dell'ex presidente e di suo figlio è stata realizzata lo scorso gennaio, ma è stata rivelata solo ora in quanto secretata.


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L'indagine sarebbe nata dalle testimonianze di alcuni dirigenti legati alla società Odebrecht. Questi ultimi avrebbero affermato che Lula ha contattato la Odebrecht per offrire benefici durante il governo di Dilma Rousseff, e in cambio l'impresa avrebbe dovuto finanziare progetti personali del figlio Luis Claudio, proprietario della Touchdown.

Sul caso indaga la Task Force 'Lava Jato' (Mani Pulite) a San Paolo. Rispondendo alle accuse, la difesa della famiglia di Lula ha dichiarato, secondo quanto riportato da G1, che l'ex presidente «non ha mai chiesto né ricevuto, per sé o per terzi, alcun valore da Odebrecht o da un'altra società con l'obiettivo di influenzare le decisioni dell'ex presidente Dilma Rousseff o di qualsiasi altro funzionario pubblico».

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