Keystone
Timothy Ray Brown, il primo uomo guarito.
REGNO UNITO
05.03.19 - 13:210
Aggiornamento : 15:44

Un secondo paziente è stato curato dall'Hiv

L'uomo era sieropositivo dal 2003 e aveva iniziato nel 2012 la terapia antiretrovirale. Unaids: «Il risultato è una speranza per il futuro»

LONDRA - Per la seconda volta da quando è scoppiata l'epidemia legata all'Hiv, il virus che causa l'Aids, un paziente a Londra sembrerebbe essere stato curato dall'infezione: lo riporta la rivista scientifica Nature, circa 12 anni dopo la notizia del primo paziente curato.

L'uomo era sieropositivo dal 2003 e aveva iniziato nel 2012 la terapia antiretrovirale. Nello stesso anno gli era stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin in stato avanzato. Così, oltre alla chemioterapia, nel 2016 ha avuto il trapianto di cellule staminali di un donatore, con una specifica mutazione genetica che le rendeva resistenti al virus dell'Hiv.

Il trapianto ha così cambiato il sistema immunitario del paziente, dandogli la stessa resistenza all'Hiv del donatore. Molte forme di Hiv si servono di un gene, il Ccr5, che viene utilizzato dal virus per entrare nelle cellule da infettare. Alcune persone però sono portatrici di una particolare mutazione del gene Ccr5 che le protegge dall'infezione. Il donatore usato in questo caso aveva due copie di questo gene mutato, ed era quindi resistente al virus.

I ricercatori dello University college e dell'Imperial college di Londra, guidati da Ravindra Gupta, hanno fatto sospendere la terapia antiretrovirale al paziente 16 mesi dopo il trapianto, e 18 mesi dopo (quindi a 35 dal trapianto) non hanno traccia del virus nell'uomo. Un risultato che dimostra, secondo gli studiosi, come il primo caso di remissione, quello del cosiddetto 'paziente di Berlino', non sia stato un'anomalia e offre nuovi elementi per lo sviluppo di una terapia di questo tipo.

Unaids: «Il risultato è una speranza per il futuro» - «È un grande incoraggiamento». Per il direttore esecutivo del programma delle Nazioni Unite per la lotta all'Aids (Unaids), Michel Sidibé, «anche se molto altro lavoro deve essere ancora fatto, questo risultato ci dà una grande speranza per un futuro in cui potremo porre fine all'Aids con l'aiuto della scienza, di un vaccino o di una cura».

Tuttavia si è ancora lontani da questo traguardo e quindi, rileva, «è assolutamente importante continuare a focalizzarci sulla prevenzione dell'Hiv e le terapie». Il trapianto di cellule staminali è infatti «altamente complesso, impegnativo e costoso, con effetti collaterali e non praticabile per un largo numero di sieropositivi». Ma questi risultati, conclude, «confermano la necessità di continuare a investire nella ricerca scientifica e nell'innovazione».

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