Vigili del Fuoco
ITALIA
16.02.19 - 11:120
Aggiornamento : 12:07

Un altro morto nella baraccopoli calabrese

Salvini: «Illegalità e degrado provocano tragedie. Li sgombereremo. Sono loro che hanno preferito rimanere lì»

REGGIO CALABRIA - Un incendio è divampato nella notte nella baraccopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, provocando la morte di un migrante 35enne di nazionalità senegalese. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco.

Uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi sarebbe all'origine dell'incendio. Salgono così a tre le vittime di incendi nella baraccopoli di San Ferdinando registrate in un anno.

In mattinata - nel corso della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari - è stato approntato un piano per trasferire, nel breve periodo e previe le necessarie verifiche di legge, i migranti che vivono nella baraccopoli.

Nel corso della riunione, il Prefetto, riferisce una nota, «ha richiamato l'importanza di attuare politiche attive di integrazione ed inclusione nel tessuto socio economico della Piana di Gioia Tauro attraverso forme di accoglienza diffusa, anche ai sensi dell'art. 40 del Testo unico sull'immigrazione, così come convenuto nelle riunioni che si sono susseguite in Prefettura».

In quelle occasioni, ricorda la Prefettura, anche la Regione ha manifestato la disponibilità a contribuire con strumenti come la creazione di un apposito Fondo di garanzia per i proprietari che concedono un immobile in locazione, nonché l'investimento di risorse finanziarie per l'eventuale ristrutturazione di beni confiscati o del patrimonio pubblico.

Sempre stamane il ministro italiano dell'interno Matteo Salvini ha annunciato la chiusura del sito. «Sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando. L'avevamo promesso e lo faremo, illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa. Per gli extracomunitari di San Ferdinando con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto (otto!), tutti del Mali. E anche gli altri immigrati, che pure potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità».

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