Keystone
NIGERIA
15.02.19 - 19:490
Aggiornamento 20:33

Attentato prima delle elezioni, almeno 66 morti

Un gruppo di uomini armati ha colpito nello Stato di Kaduna a nord della Nigeria

LAGOS - La Nigeria domani alle urne per eleggere il nuovo presidente e rinnovare l'Assemblea Nazionale tra il timore di scontri e l'incognita di possibili brogli.

Le elezioni chiudono una campagna elettorale segnata da episodi di violenza e da una surreale sequenza di fake news, compresa la notizia della morte del presidente in carica, Muhammadu Buhari, e della sua sostituzione con un "clone", gli 84 milioni di elettori dovranno scegliere fra oltre 70 candidati. A poche ore dal voto almeno 66 persone, tra le quali 22 bambini e 12 donne, sono state uccise da un gruppo di uomini armati nello Stato settentrionale di Kaduna. Il portavoce del governatore, Samuel Aruwan - citato dal quotidiano online Vanguard - ha fatto sapere che le forze di sicurezza sono sulle tracce degli assalitori.

I candidati più accreditati sono lo stesso Buhari - che corre per un secondo mandato - e il leader dell'opposizione, Atiku Abubakar, imprenditore del settore petrolifero che ha fatto del rilancio dell'economia la sua bandiera in un Paese che è il maggiore produttore di greggio in Africa con oltre due milioni di barili al giorno, ma dove la miseria è devastante e il più grande desiderio dei giovani è fuggire.

Saranno proprio gli under 35 a decidere chi guiderà la Nigeria. Sono oltre la metà degli elettori registrati in un Paese che ha 196 milioni di abitanti, il 40% dei quali ha meno di 14 anni.

Mercoledì i due candidati hanno firmato ad Abuja una sorta di "accordo di pace" per invitare i propri sostenitori «ad astenersi da ogni atto di violenza o che possa compromettere la visione di elezioni libere, giuste e credibili». Nell'accordo, siglato insieme al Presidente del Comitato Nazionale per la Pace, Abdulsalami Abubakar, Buhari e Abubakar si sono inoltre impegnati a rispettare il risultato delle elezioni.

Una scommessa tutta da verificare, mentre è dell'altroieri la notizia che un ufficio della Commissione elettorale, il terzo in pochi giorni, è stato incendiato. Le passate elezioni nel gigante d'Africa sono state segnate dalla violenza, anche se l'appuntamento elettorale del 2015 si è svolto in una calma relativa.

«La mia ambizione non vale il sangue di nessun nigeriano», aveva detto nei giorni scorsi Abubakar, citando l'ex presidente Goodluck Jonathan. "Noi voteremo per i partiti, ma alla fine il solo vero partito è la Nigeria, il nostro Paese", gli aveva fatto eco Buhari.

Ma il voto dovrà fare i conti anche con il rischio Boko Haram, gli estremisti islamici che hanno devastato il Paese con centinaia di sanguinosi attacchi.

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