Keystone
BURKINA FASO
17.01.19 - 20:490

Canadese rapito, trovato il suo corpo

L'uomo lavorava per la società mineraria canadese Progress Mineral Mining Company

OUAGADOUGOU - Crivellato di proiettili: così è morto un canadese che era stato appena rapito questa settimana in Burkina Faso, la poverissima ex-colonia francese dell'Africa occidentale dove a metà del mese scorso si sono perse le tracce pure dell'italiano Luca Tacchetto e della sua compagna di viaggio, anch'essa del Canada, Edith Blais.

Il corpo dell'uomo, Kirk Woodman, è stato ritrovato ieri pomeriggio nella provincia di Yagha, nord-est del Paese, al confine col Niger: a circa cento chilometri dal luogo dove lavorava per la società mineraria canadese Progress Mineral Mining Company e dove era stato rapito da uomini armati nella notte tra martedì e mercoledì.

Woodman, vicepresidente per le esplorazioni minerarie della compagnia di Vancouver, è stato sequestrato da uomini armati che hanno saccheggiato l'impianto e non si hanno notizie di rivendicazioni o richieste di riscatto.

Oltre a quello di Tacchetto e Blais, ormai trattato come rapimento anche dalle autorità del Burkina, tra il 2015 e il settembre scorso nel Paese africano c'erano stati altri tre casi di sequestri che hanno riguardato cinque stranieri: da ultimo quello di un indiano e un sudafricano che lavoravano anch'essi per una compagnia mineraria nel nord.

Del padovano Tacchetto, 30 anni, figlio del sindaco di Vigonza, è dal 15 dicembre che non si hanno più notizie certe anche se un sedicente avvistamento arriva fino al 22: le tracce comunque si sono perse in un viaggio in auto verso il confinante con il Togo dove il giovane voleva fare volontariato.

L'incubo è che Tacchetto e Blais siano stati presi da jihadisti la cui pressione sul paese iniziata nel 2015 ha provocato da allora più di 270 morti. Il 31 dicembre il governo ha decretato lo Stato d'emergenza in sei delle 13 regioni del Burkina, Paese che fino al 1984 si chiamava Alto Volta.

Le forze di sicurezza sono alle prese con gli Ansaroul Islam, il "Gsim" alleato di al-Qaida e altri gruppi minori che, dapprima rintanati a settentrione al confine col Mali, anch'esso rifugio per jihadisti, dall'anno scorso hanno espanso il proprio raggio di azione all'est e ovest del Paese.

Un segno della loro forza è stato l'attacco portato nella capitale Ouagadougou a marzo, colpendo lo Stato maggiore delle forze armate e l'ambasciata di Francia con un bilancio di sangue di 7 morti e 80 feriti tra le forze di sicurezza.

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