Keystone
MALTA
02.01.19 - 18:310
Aggiornamento : 20:28

Sea Watch può entrare in acque maltesi

L'autorizzazione è stata concessa dopo che l'equipe medica sulla nave ha riferito che le condizioni di salute delle persone a bordo si stanno deteriorando

LA VALLETTA - La nave Sea Watch 3, con a bordo 32 migranti soccorsi il 22 dicembre, è stata autorizzata a entrare nelle acque territoriali a Malta. Lo riferisce il Times of Malta. L'autorizzazione, secondo il quotidiano, è stata concessa dopo che l'equipe medica sulla nave ha riferito che le condizioni di salute delle persone a bordo si stanno deteriorando.

Secondo quanto riferisce il Malta Today, la Sea-Watch 3 sarebbe già entrata nelle acque maltesi, così come la Professor Albrecht Penck, imbarcazione di un'altra ong tedesca, la Sea-Eye, che trasporta a sua volta 17 migranti. Alle navi, precisa il quotidiano, è stato concesso il permesso di cercare riparo nelle acque maltesi ma non di attraccare.

Dopo il dodicesimo giorno in mare, arrivano spiragli di luce per i 32 migranti a bordo della nave, ma finora non c'è alcuna autorizzazione allo sbarco.

L'"Odissea" prosegue - "Odissea" - così come l'aveva chiamata la stessa ong - di questo inizio 2019 nel Mediterraneo prosegue: negli ultimi giorni le condizioni dei naufraghi a bordo - complice anche il drastico abbassamento delle temperature - sono peggiorate. E poco distante, sempre in zona La Valletta, c'è anche l'imbarcazione della SeaEye, che ha a bordo altre 17 persone soccorse ed è in mare da cinque giorni.

Entrambe le ong tedesche avevano lanciato numerosi appelli caduti nel vuoto, seguiti anche dalle stesse richieste di Unhcr, Save The Children e altre organizzazioni. E con il passare delle ore, la situazione è ulteriormente precipitata. «A causa della lunga permanenza a bordo con cattive condizioni meteo - spiegano gli attivisti -, molti degli ospiti soffrono di forte mal di mare. Per una persona malnutrita e indebolita, la conseguente disidratazione può mettere a repentaglio la sua condizione».

Oggi, dopo che l'equipe medica sulla SeaWatch ha riferito delle precarie condizioni di salute delle persone a bordo, Malta ha autorizzato la nave ad entrare in acque territoriali, così come la 'Professor Albrecht Penck', l'imbarcazione della Sea-Eye. Alle navi è stato concesso il permesso di cercare riparo nelle acque maltesi ma non di attraccare.

Il rebus sullo sbarco dei migranti al momento è tutt'altro che risolto. «I vari Stati dell'Ue - hanno spiegato gli attivisti - rimpallano le proprie responsabilità, finora non abbiamo ricevuto alcun porto dover poter attraccare. Secondo noi la soluzione più auspicabile sarebbe lo sbarco a Malta, in attesa poi di una ricollocazione dei migranti in Europa».

È proprio contro l'indifferenza dell'Ue che molte organizzazioni umanitarie si sono scagliate: «È ingiustificabile una tale chiusura da parte dei singoli governi europei che si ostinano a non voler portare in salvo poche persone in condizioni di pericolo e grave vulnerabilità», ha detto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli.

Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni «è urgente che gli Stati europei dimostrino senso di responsabilità e di solidarietà».

Medici Senza Frontiere ha fatto appello «alle autorità europee ed italiane affinché si trovi al più presto un porto sicuro per questi naufraghi».

TOP NEWS Dal Mondo
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile