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FRANCIA
02.12.18 - 10:160
Aggiornamento : 14:38

Gilet gialli, 133 feriti e 378 fermi: si pensa allo stato d'emergenza

La polizia ha parlato di un bilancio «molto pesante»

PARIGI - È di 133 feriti e di 378 persone fermate il bilancio della manifestazione di ieri dei gilet gialli a Parigi. La prefettura della capitale francese ha comunicato le cifre aggiornate, che comprendono nel conto dei feriti anche 23 appartenenti alle forze dell'ordine.

La polizia ha parlato di un bilancio «molto pesante» e decisamente più grave a quello registrato una settimana fa: nel corso della protesta del sabato precedente erano stati 24 i feriti e 101 i fermi.

Stato d'emergenza - Il governo studia tutte le opzioni per evitare nuove scene di rivolta e violenze come ieri a Parigi per la manifestazione dei gilet gialli. Secondo il portavoce dell'esecutivo, Benjamin Griveau, fra le piste seguite c'è anche quella dell'instaurazione dello stato d'emergenza.

Parlando ai microfoni di Europe 1, Griveaux ha detto che il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, "ha ipotizzato lo stato d'emergenza". A fine mattinata, Emmanuel Macron, di ritorno dal G20 in Argentina, incontrerà Castaner e il premier Philippe per un punto della situazione.

Quel che resta dell'Arco del trionfo - Il presidente del Centro dei monumenti nazionali Philippe Bélaval ha twittato foto e video dall'interno dell'Arco del trionfo, occupato dai Gilet, documentandone la devastazione. Oltre a graffiti e imbrattamenti anche danni di una certa importanza a diversi monumenti: «Domani tutto rimarrà chiuso, speriamo di riaprire al più presto mentre gli esperti si metteranno al lavoro per restituire questo monumento alla Nazione». 

Macron all'Arco di Trionfo - Il presidente francese Emmanuel Macron, appena rientrato dal G20 in Argentina, si è recato all'Arco di Trionfo ed è rimasto alcuni minuti in raccoglimento davanti alla tomba del milite ignoto, dove arde sempre un braciere, poi ha verificato di persona i danni inferti all'Arco di Trionfo.

Il presidente era accompagnato dal ministro dell'Interno, Christophe Castaner, con il quale si riunirà in un vertice all'Eliseo al quale parteciperà anche il primo ministro, Edouard Philippe. Un gruppo di gilet gialli ha urlato «Macron, dimettiti» e ha successivamente intonato la Marsigliese.

Una vittima al blocco stradale - Un automobilista è rimasto ucciso stanotte ad Arles, nel sud della Francia, in un tamponamento provocato da un blocco stradale dei gilet gialli su una strada provinciale. Si tratta della terza vittima dall'inizio del movimento, due settimane fa. L'auto è finita verso le 2 del mattino su un tir bloccato in coda alla fila di veicoli ed è stata poi a sua volta tamponata. Il conducente è morto sul colpo.

«I poliziotti non sono robot» - Il sindacato di polizia Unsa ha chiesto che sia vietata la manifestazione di sabato 8 dicembre: «Basta tergiversare. Parigi è stata ancora una volta campo di gioco di un'orda di casseur vestiti con i gilet gialli». Gli agenti fanno notare che si tratta del quarto fine settimana di impegno straordinario per le forze di polizia a Parigi e nel resto della Francia: «I poliziotti non sono dei robot».

«Pronti a incontrare il governo» - Per la prima volta un collettivo di gilet gialli, che si presenta come «portavoce dei gilet gialli liberi», si rivolge al governo con un'apertura e si dice disponibile a un «primo appuntamento».

I 10 portavoci, fra cui Jacline Moraud - al cui appello sui social molti attribuiscono l'origine della protesta - offrono al governo «un'uscita dalla crisi». Le richieste «immediate e senza condizioni» sono: «blocco dell'aumento delle tasse sui carburanti e annullamento della sovrattassa sulla revisione obbligatoria dei veicoli».

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