Keystone
ITALIA
26.11.18 - 09:410
Aggiornamento : 12:11

Rigopiano: «Quell'hotel d'inverno andava chiuso»

Lo sostiene la Procura, nel fascicolo delle indagini anche l'accusa al Comune: i permessi edilizi non avrebbero dovuto essere rilasciati

PESCARA - I carabinieri forestali del Comando Provinciale di Pescara guidati dal tenente colonnello Anna Maria Angelozzi stanno notificando a 25 indagati, 24 persone e una società, la richiesta di chiusura indagini per la vicenda di Rigopiano, in Abruzzo, nella quale perirono 29 persone a causa di una valanga che travolse il resort.

Sette i reati ipotizzati: disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione di atti d'ufficio, abuso in atti d'ufficio. A questi si aggiungono altri vari reati ambientali.

La procura: «L'hotel andava chiuso d'inverno» - «L'assenza della carta di Localizzazione del pericolo da Valanga (...) laddove emanata avrebbe di necessità individuato nella località stessa in Comune di Farindola un sito esposto a tale pericolo, ha fatto sì che le opere già realizzate dell'Hotel Rigopiano a seguito dei permessi di costruire (...) non siano state segnalate dal locale sindaco. Tali informazioni avrebbero determinato l'immediata sospensione di ogni utilizzo nella stagione invernale».

È quanto si legge nel dispositivo di chiusura delle indagini per la tragedia di Rigopiano. La Procura di Pescara quindi conferma che l'hotel era stato costruito su un sito storico di valanga e che l'assenza della CLPV è alla base della tragedia, e che se tutto fosse stato in regola l'hotel sarebbe dovuto stare chiuso almeno durante la stagione nevosa.

I permessi non avrebbero dovuto essere rilasciati- Il Comune di Farindola non avrebbe dovuto rilasciare i permessi edilizi per l'hotel di Rigopiano. Lo si legge nei capi d'imputazione che riguardano dirigenti e politici del Comune: il Piano Emergenze del Comune era «totalmente silente in punto di pericolo di valanghe».

Se il Comune avesse adottato un nuovo piano regolatore che avesse individuato nella località di Rigopiano un sito esposto a forte pericolo di valanghe, «non sarebbe stato possibile rilasciare i permessi edilizi con conseguente impossibilità edificatoria».

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