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TURCHIA
23.10.18 - 11:360
Aggiornamento : 12:59

Khashoggi: è stato un «omicidio politico» pianificato

Il presidente turco Erdogan ha riferito davanti al gruppo del suo partito in Parlamento i dettagli dell'inchiesta sulla morte del giornalista saudita

ANKARA - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è comparso davanti al gruppo del suo partito, l'Akp, al Parlamento turco. Tra i vari punti all'ordine del giorno c'è l'attesissimo resoconto sulla morte del giornalista Jamal Khashoggi, scomparso il 2 ottobre dopo essere entrato nel consolato saudita di Istanbul.

Erdogan ha parlato esplicitamente di «omicidio» e, dopo aver fatto le condoglianze alla famiglia del giornalista, è entrato nei dettagli del caso. L'azione sarebbe stata pianificata il giorno prima, ovvero il 1° ottobre, quando il team «che ha pianificato ed eseguito l'assassinio» è stato informato dei suoi spostamenti. Sarebbero due le squadre saudite coinvolte: una, della quale facevano parte nove persone, tra cui anche dei generali, è arrivata in aereo dall'Arabia Saudita. Tre ufficiali sauditi avrebbero perlustrato una foresta nei dintorni di Istanbul il 1° ottobre.

L'ultimo dato certo, aggiunge Erdogan, è che non si hanno più avute notizie di Khashoggi dal suo ingresso nel consolato il pomeriggio del 2 ottobre. La fidanzata ha subito affermato che l'uomo veniva trattenuto contro la sua volontà. Inizialmente i sauditi hanno negato che la scomparsa sia avvenuta all'interno della sede diplomatica, poi hanno ammesso che Khashoggi è «morto durante una collutazione».

Le autorità turche stanno valutando se prendere azioni diplomatiche contro l'Arabia Saudita, spiega il presidente, e conferma che 15 persone sono coinvolte nell'omicidio, compreso il sosia le cui immagini sono state diffuse ieri. Di sicuro la Turchia non resterà in silenzio e si attende il termine delle indagini. Erdogan spiega poi di aver parlato con re Salman e di aver trovato un'intesa per la creazione di un gruppo di lavoro che si sta occupando della delicata questione. Ad ogni modo il consolato saudita a Istanbul si trova sul suolo turco e la Convenzione di Ginevra non può fornire lo scudo dell'immunità diplomatica alle persone coinvolte, che dovranno fare i conti con la giustizia. Possibilmente in Turchia, davanti a un tribunale di Istanbul.


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Erdogan ha affermato che la morte di Khashoggi è una questione internazionale - alla quale i paesi di tutto il mondo dovrebbero prendere parte - e che la Turchia non si tirerà indietro dalla ricerca della verità. Le prove dimostrano che è stato un «omicidio raccapricciante» e un'atrocità che non deve essere occultata. I servizi segreti turchi hanno le prove che sia stata un'operazione pianificata, e non a caso Erdogan ha parlato di «omicidio politico». «Non dubito della sincerità di re Salman. Ma ad ogni modo deve essere condotta un'inchiesta indipendente». 

Il leader turco ha posto poi una serie di domande: perché il team di 15 sauditi era in Turchia? Su ordine di chi? Perché il consolato non è stato aperto immediatamente agli investigatori? Come mai da parte saudita siano state fornite così tante questioni discordanti? Chi si è fatto carico del cadavere di Khashoggi?

Erdogan ha concluso il suo discorso senza menzionare la presunta esistenza di un video su Skype nel quale uno stretto collaboratore del principe Mohammad bin Salman avrebbe "telecomandato" l'omicidio. Nel contempo i sauditi hanno cancellato le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del consolato.

Pur senza menzionarlo direttamente, il presidente turco ha lasciato intendere di essere certo del coinvolgimento del principe nella vicenda.

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