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ITALIA
19.09.18 - 20:570

33 morti sospette in ospedale, indagato il primario

I decessi sono avvenuti tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018 nel reparto di medicina generale al nosocomio Noa di Massa. Tutte le vittime sono anziane

MASSA CARRARA  - Trentatré presunte morti sospette, per una possibile infezione, nel reparto di medicina generale dell'ospedale Noa di Massa (Massa Carrara) tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018, secondo un esposto presentato da Stefano Benedetti, attuale presidente del consiglio comunale di Massa.

Nessuna epidemia o anomalia per la Asl: il numero dei decessi di pazienti è in linea con gli anni precedenti. A verificare se davvero ci siano state responsabilità nella morte di quei 33 degenti - quasi tutti anziani - saranno ora accertamenti disposti dalla procura di Massa.

L'1 ottobre sarà affidato l'incarico ai consulenti, intanto è stato disposto il sequestro delle cartelle cliniche ed è stato iscritto nel registro degli indagati il primario del reparto, Alessandro Pampana.

«Si è trattato di un atto formale - spiega il procuratore di Massa Aldo Giubilaro in merito al coinvolgimento nell'inchiesta del primario - non potendo procedere contro ignoti, visto che il reparto in questione ha di fatto un responsabile. Non c'è ancora nulla di concreto. L'ipotesi di reato è l'omicidio colposo per la morte di 33 persone, per lo più anziani, in un lasso di tempo limitato. Se è stato compiuto un errore umano nel curare queste persone ce lo diranno le perizie». «Era doveroso - aggiunge - aprire un fascicolo per fare chiarezza soprattutto per i parenti di queste persone, a cui è stato notificato l'atto di apertura delle indagini».

Proprio facendosi portavoce di una decina delle famiglie dei pazienti deceduti - tra i quali 7 ultra novantenni, la maggior parte tra i 70 e gli 80, e due cinquantenni - Benedetti a febbraio scorso aveva presentato l'esposto: nella sua denuncia parlava di degenti entrati in ospedale con patologie diverse e che sarebbero poi morti per aver «contratto batteri intestinali all'interno della struttura».

L'Asl all'epoca confermò i decessi, negando però «casi di infezione». Ora, con l'apertura delle indagini, confida «nel lavoro della magistratura che farà chiarezza e fugherà ogni dubbio sull'operato del medico», aggiungendo poi che nel reparto di medicina generale sono stati 37 i decessi dal 20 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 e 36 dal 20 dicembre 2016 al 10 gennaio 2017.

«Le morti di cui mi si accusa sono state inferiori rispetto al passato», rimarca anche il primario indagato, parlando a Radio Capital. Quindi il batterio che avrebbe causato le infezioni non c'entra? «Non c'era nessun timore di epidemia infettiva - risponde Pampama -. Non è stata un'infezione a causare quelle morti. Non ci sono pezze d'appoggio per l'accusa».

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