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DOSSIER
21.08.18 - 05:590
Aggiornamento : 10:59

Sette giorni fa la tragedia che ha sconvolto l’Italia, e il mondo

Il crollo del ponte. Le testimonianze. Le cause. Le vittime e le le loro storie. I funerali e le polemiche. Tutto quello che c'è da sapere sulla sciagura che ha causato 43 morti


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SETTE GIORNI FA – Ore 11.36 del 14 agosto. A Genova piove, la città è in fermento per le vacanze. C'è chi sta lavorando e conta le ore aspettando Ferragosto e chi proprio da qui sta passando per raggiungere le mete del divertimento. Tutto sembra tranquillo nonostante il meteo inclemente. Ore 11.37 all'improvviso un boato: crolla il ponte Morandi sull'autostrada A10. Fumo, calcinacci, buio.


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I primi video rudimentali riprendono le scene del disastro, si sentono urla di paura e commenti disperati. “Mio Dio. Mio Dio”. In un minuto si spezzano 43 vite, tra esse 3 bambini di 8, 12 e 13 anni e 10 stranieri (tre francesi, tre cileni, due albanesi, un colombiano, un peruviano). Decine i feriti di cui 9 ancora in gravi condizioni (uno è morto due giorni dopo la tragedia), 600 gli sfollati, tantissime le case evacuate. Al momento del crollo del ponte erano in transito sulla struttura una trentina di veicoli e dieci mezzi pesanti. Quattro le persone estratte vive da sotto le macerie. Ecco le tappe della vicenda di un dramma ancora senza colpevoli: fatalità o disastro annunciato?

IL PONTE DELLA VERGOGNA

Il ponte Morandi - costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua a trave strallata - era lungo 1.182 metri, con un’altezza al piano stradale di 45 metri e piloni in cemento armato di 90 metri di altezza: fu inaugurato il 4 settembre 1967 dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.


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1967: Il presidente d'Italia, Giuseppe Saragat, in piedi nell'auto il giorno dell'inaugurazione del ponte

Nel tempo erano stati numerosi gli allarmi tesi ad accertare la sicurezza della struttura. Il primo nel '79: proprio l’ingegner Riccardo Morandi 39 anni fa rilevava come «prima o poi, forse già tra pochi anni, sarà necessario ricorrere a un trattamento per la rimozione di ogni traccia di ruggine sui rinforzi esposti per poi coprire tutto con elastomeri ad altissima resistenza chimica». L'ultimo il 18 luglio scorso quando Mauro Moretti, responsabile degli interventi di Autostrade per l'Italia, incontrando i comitati dei cittadini della zona del ponte, ammise: “Ci sono elementi di disagio sulla parte esterna", accennando a lavori che sarebbero dovuti cominciare nel prossimo ottobre.

LE TESTIMONIANZE


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Davide Capello, il portiere dell'ex Cagliari, si trovava sul ponte al momento del crollo

Davide Capello, portiere ex Cagliari e ora pompiere, si trovava sul ponte al momento del crollo ed è volato con la sua automobile, uscendo miracolosamente illeso dall'impatto: "Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto. Ho fatto trenta metri di volo e poi l'auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. È incredibile, non ho un graffio". Un camionista coinvolto nel crollo ha raccontato: "Ho sentito un boato e sono volato via, ho avvertito un colpo e sono andato ad sbattere contro il muro. L'urto mi ha fatto cadere una decina di metri, non ricordo altro."


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Una delle foto simbolo della tragedia ha immortalato un camion fermo a pochi passi dal vuoto, con davanti il ponte crollato. A bordo c'era un uomo di 37 anni, Luigi Fiorillo, lavora per una ditta di trasporti della provincia di Genova, la Damonte: «Ho sempre avuto paura a passare su quel ponte, vibrava sempre. L'ho percorso centinaia di volte. Pioveva fortissimo, sempre più forte mentre mi avvicinavo a Genova. Andavo piano per mantenere la distanza di sicurezza, questo mi ha salvato, se fossi andato più veloce sarei finito giù nel burrone. Ho visto il ponte andare giù davanti a me e sono sceso: ho iniziato a correre all'indietro. Ero preoccupato di lasciare il camion col motore acceso e pensavo che crollasse tutto. Chiamatelo miracolo, forse un angelo custode era lì e mi ha salvato».Tra i miracolati anche Domenico Criscito, giocatore e capitano del Genoa, che è passato sul ponte Morandi appena 10 minuti prima del crollo.

LE CAUSE DEL CROLLO


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Ma come e perchè è crollato il ponte? Escluse le ipotesi di un eccesso di carico, pioggia o fulmini. Una commissione speciale istituita dal ministero dei trasporti è al lavoro: la rottura di uno strallo è un'ipotesi ma una relazione completa si avrà solo tra un mese. Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del Mit, ipotizza «una serie di concause».  «Il ponte - ha spiegato - si è prima piegato e poi è caduto", ha detto al termine del sopralluogo sulle macerie del ponte. "Ci sono stati diversi fattori che hanno determinato il crollo del viadotto". Si è parlato molto degli stralli, i tiranti trasversali in cemento armato. Non si conosce, però, "quale sia stato l'innesco della dinamica". In base ai primi rilievi condotti sul posto, l'architetto Ferrazza spiega che "il ponte non è caduto nella sua proiezione: prima si è storto, poi è caduto". Occorrerà, dunque, individuare quale sia stato l'elemento che si è rotto per primo, innescando il crollo. Il cedimento dello strallo "resta 'una' ipotesi del cedimento", ha detto ancora Ferrazza. La Procura intanto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e plurimo».

 

LE VITTIME


Internet

Sono 43 le vittime del crollo. Il più piccolo aveva 8 anni, Samuele Robbiano, deceduto assieme al padre Roberto (44 anni) e alla madre Ersilia Piccinino (41). Stavano andando tutti a pranzo dal nonno a Genova Voltri: un tragitto brevissimo dalla loro abitazione. Il bimbo aveva ancora al suo fianco il pallone di Spiderman con cui giocava durante i viaggi con i genitori. I più anziani sono due dei cileni morti: Juan Ruben Figueroa Carrasco 59 anni e Juan Carlos Pastenes 64 anni. Tra gli italiani Vincenzo Licata, 58 anni e Bruno Casagrande, 57 anni, collega dell'ultima vittima accertata, Mirko Vicini. Erano due operai che stavano lavorando per la municipalizzata genovese Amiu. Non hanno avuto neppure il tempo di accorgersi di ciò che stava accadendo, restando sepolti sotto i grandi massi di asfalto, cemento armato e piloni. 

LE STORIE


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Melissa Artu e Nathan Gusman

Tante storie private e tragiche tra coloro che hanno perso la vita su quel ponte. Ci sono i 4 ragazzi francesi, in viaggio da Montpellier verso la Sardegna per un importante concerto di musica techno: stavano quasi per raggiungere il porto di Genova per l’imbarco dei traghetti quando il ponte è crollato sotto di loro inghiottendoli. Si chiamavano Nathan Gusman, 20anni, Melissa Artus, 21, William Pouza Doux, 22, Axelle Nèmati Alizee Plaze, 21 anni. Per poterli identificare sono stati fondamentali i tanti piercing e dilatatori che i ragazzi nelle foto su Facebook mostravano addosso.


La famiglia Cecala

Sulla strada che anziché alla morte avrebbe dovuto portarli in vacanza anche Cristian Cecala, la moglie Dawna e il figlio Kristal, originari di Oleggio, nel Novarese, diretti all’isola d’Elba. Dovevano imbarcarsi a Livorno alle 17. Commovente anche la vicenda dei 4 ragazzi di Torre del Greco. Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione - tutti tra i 19 e i 30 anni – a bordo della loro Gold stavano attraversando il ponte per raggiungere la sorella di uno di loro in Costa Azzurra, per poi dirigersi in Catalogna dove li attendeva la ragazza di un altro del gruppetto: alle 11 l'ultima telefonata ai familiari. «Stiamo entrando a Genova», poi il vuoto, il silenzio. Battiloro era un videomaker e solo pochi giorni prima era a Dimaro a lavorare durante il ritiro del Napoli di Ancelotti. 


Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzion

Sportivo praticante era invece Giorgio Donaggio, 57 anni, imprenditore nautico ma soprattutto un campione italiano di trial che è stato da giovane il mentore del biker più famoso d’Italia, Vittorio Brumotti (genovese anche lui, nonché inviato di Striscia La Notizia). Destino beffardo anche per i due albanesi deceduti. Il 22enne Marius Djerri e Edy Bokrina, entrambi sul furgone della EuroPulizia, si stavano dirigendo verso Rapallo per alcuni lavori ma erano in ritardo di alcuni minuti. Fossero stati puntuali avrebbero potuto forse evitare la tragedia. Marius giocava anche nella società calcistica Cornegliano Galacticos , serie C del campionato regionale di calcio a 7, campionato in cui il giovane albanese si era messo in mostra con 80 reti.

 

I FUNERALI E LE POLEMICHE


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Sabato 18 agosto, alla presenza di circa 5000 persone, si sono tenuti i funerali di Stato alla Fiera di Genova nel padiglione Jean Nouvel, celebrati dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco. Solo 18 però i feretri presenti in chiesa: 20 famiglie hanno deciso per le esequie in forma privata. Polemiche anche per lo stop al calcio: la Lega ha deciso di rinviare solo le gare delle due genovesi (Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina) consentendo invece lo svolgimento di tutte le altre partite, comprese le due del sabato, giornata di lutto nazionale.


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Sul fronte politico invece è guerra totale. Il Governo ha annunciato – sia pur tra qualche iniziale divergenza di vedute – l'intenzione di revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia (ma c'è il rischio di dover pagare una salata penale). Intanto Giovanni Castellucci, ad di Atlantia-Autostrade e Fabio Cerchiai - in qualità di presidente di Atlantia, Autostrade e della holding Edizione e in rappresentanza della famiglia Benetton, azionista di riferimento con il 30% - hanno espresso solo 4 giorni dopo la tragedia la loro vicinanza alle vittime dicendosi disponibili per la ricostruzione del ponte: «Ripristinare il prima possibile la viabilità e ricostruire il ponte sul Polcevera. È il nostro primo impegno. Abbiamo un progetto che ci permette in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione, di avere un nuovo ponte in acciaio, sarà stanziato un fondo di mezzo miliardo di indennizzi tutti coloro che saranno costretti a lasciare le case».

CONSEGNATE LE PRIME CASE


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Poco fa sono state consegnate dal Governatore Toti e dal sindaco Bucci le prime 5 case ad altrettante famiglie sfollate da 6 giorni dopo la tragedia del Morandi: 21 persone sono state dunque alloggiate nel centro civico di Buranello (ricordiamo che quelle abitazioni erano indirizzate alle forze dell’ordine ma l’emergenza del viadotto crollato ha ovviamente preso la priorità totale), mentre domani arriveranno altre 6 famiglie. «Entro Natale tutti avranno un tetto sulla testa», ha spiegato il Presidente Toti accompagnato dal sindaco Bucci e dagli assessori alla Casa, regionale, Marco Scajola, e comunale al Bilancio, Pietro Piciocchi. 

 

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