Keystone
GERMANIA
11.07.18 - 21:230
Aggiornamento 21:57

Ergastolo per Beate Zschäpe: «Faremo ricorso»

I legali della donna colpevole degli omicidi a sfondo razziale di 10 persone hanno già annunciato di voler impugnare il giudizio

BERLINO - Beate Zschäpe è stata dichiarata colpevole degli omicidi a sfondo razziale di 10 persone, commessi, fra il 2000 e il 2007 in Germania, dalla cellula terroristica neonazista di cui faceva parte, e per questo dovrà scontare l'ergastolo.

È quello che ha deciso oggi la corte di appello a Monaco, in una sentenza attesissima, che chiude il percorso processuale durato cinque anni, uno dei più lunghi del dopoguerra. I legali della donna, imputato principale del procedimento, hanno però già annunciato di voler impugnare il giudizio, e chiederanno la revisione alla corte federale.

Quarantatre anni, Beate Zschäpe è apparsa in aula tranquilla e concentrata e ha ascoltato la lunga motivazione della sentenza senza far trasparire particolari emozioni. È accusata di aver vissuto in clandestinità per 14 anni con due amici, Uwe Mundlos e Uwe Boehnhardt, che uccisero 9 persone di origine greca e turca e una poliziotta tedesca, spinti da puro razzismo.

La stessa cellula terroristica è responsabile di un attentato dinamitardo, che fece diversi feriti, e di una decina di rapine. La Zschäpe - unica rimasta in vita del gruppo, dal momento che i due compagni si suicidarono - ha sempre sostenuto la sua innocenza, affermando di essere estranea agli omicidi, e ha chiesto personalmente ai giudici di non condannarla "in rappresentanza di qualcosa che non ha voluto né commesso".

Per la corte la verità è un'altra: la donna sapeva dei delitti, e ha giocato un ruolo nel gruppo, dando un contributo e co-guidandone l'azione criminale. Era una nazionalsocialista convinta. Questo profilo e la sua azione all'interno della cosiddetta NSU hanno portato i giudici a decidere di attribuirle la colpa aggravata, il che significa che non uscirà facilmente prima di 15 anni dalla cella (in Germania il carcere a vita non esiste).

Moltissime persone hanno atteso la sentenza davanti all'aula giudiziaria oggi, provando anche ad entrare, per assistere personalmente all'evento di stamani. I parenti delle vittime si sono dichiarati soddisfatti dell'ergastolo, ma hanno affermato in molti casi che troppe domande restano ancora senza risposte.

Oltre a lei fra i banchi degli imputati sedevano anche Ralf Wohlleben, colpito da una pena di dieci anni di carcere per aver procurato le armi dei delitti. Altre tre persone dovranno scontare fra i due ed i tre anni di detenzione, pene troppo morbide in alcuni casi, secondo i familiari delle vittime.

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