Keystone
EUROPA
21.06.18 - 16:510
Aggiornamento : 17:59

Migranti, ecco le proposte italiane: centri di protezione nei Paesi d'origine

I Paesi del Visegrad non saranno al summit europeo

ROMA - Centri di protezione europei nei Paesi di origine e transito per la valutazione del diritto di asilo; incremento dei rapporti con i Paesi terzi per fermare i "traffici di morte"; rafforzamento delle frontiere. Sono questi, a quanto apprende l'agenzia di stampa ANSA da fonti del governo italiano, alcuni dei principali punti della proposta sull'immigrazione che il premier Giuseppe Conte porterà domenica al vertice informale dei leader Ue a Bruxelles.

Molteni: «Non vogliamo modificare Schengen» - «L'Italia non ha alcuna intenzione di modificare Schengen. Il nostro obiettivo è chiaro: difendere i confini, la sicurezza e i diritti dei rifugiati veri che hanno diritto ad essere accolti. Ma questo non vuol dire affatto andare a toccare il trattato di Schengen». Lo afferma, in una nota, il sottosegretario del Ministero dell'Interno Nicola Molteni.

«Ma perché Schengen possa funzionare - aggiunge Molteni - occorre il controllo dei confini esterni. Per questo stiamo lavorando per far cambiare idea all'Europa sulla gestione del fenomeno migratorio che fino ad oggi è stato gestito quasi esclusivamente dall'Italia. Sono altre le regole da cambiare, non Schengen».

I Paesi del Visegrad non saranno al summit europeo - I Paesi del Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) boicotteranno il minivertice europeo di domenica prossima a Bruxelles. Lo hanno spiegato il premier polacco Mateusz Morawiecki e quello ungherese Viktor Orban a Budapest.

Morawiecki ha definito "incomprensibile" il summit preliminare. «La Commissione europea non ha la competenza per organizzare riunioni dei premier europei, questo è compito di Donald Tusk, i Paesi del V4 non parteciperanno domenica».

Kurz: «L'Europa sia unita, non ci sono Stati di serie A e B» - «È decisivo che nell'Ue riusciamo a trovare una migliore forma di collaborazione. Serve un'Europa unita, in cui si rema tutti nella stessa direzione». Lo ha detto il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, a Budapest, a margine dell'incontro dei paesi Visegrad. «Anche se ci sono differenze bisogna affrontarle guardandosi all'altezza degli occhi, e con rispetto gli uni con gli altri. Non ci deve essere un'Europa di diverse classi. Non ci sono membri di prima e seconda classe», ha continuato.

Avramopoulos: «Gli Stati mettano 500 milioni sul Fondo fiduciario per l'Africa» - Al Fondo fiduciario per l'Africa mancano 1,2 miliardi. Si tratta di un problema serio, soprattutto per quanto riguarda la finestra per l'Africa del Nord, che finanzia i progetti sulla Libia.

«L'Ue metterà 145 milioni aggiuntivi, ma gli Stati membri devono essere seri su questo, e devono offrire almeno 500 milioni il più presto possibile». Così il commissario europeo Dimitris Avramopoulos in vista del vertice dei leader del 28 e 29 giugno.

La Commissione europea propone anche di rafforzare le agenzie Ue. «Annunceremo a breve una normativa per trasformare Frontex in una vera e propria polizia di frontiera dell'Ue, che avrà un mandato più forte e potrà inviare autonomamente le proprie guardie», ha riferito Avramopoulos. A livello di organico, la proposta Ue prevede 10'000 guardie di frontiera in Italia, Grecia, Spagna e Bulgaria (un dispiegamento di forze oltre 7 volte superiore a quello attuale), affiancate da una riserva di altre 1500 guardie pronte a intervenire su richiesta di un Paese.

Una trasformazione è prevista inoltre anche per l'Agenzia europea di sostegno all'asilo (Easo). «Ammetto che sul regolamento relativo alle procedure d'asilo c'è ancora molto da fare, ma sono stati fatti buoni progressi», ha evidenziato Avramopoulos. La proposta è di mutare l'Easo in «una vera e propria autorità europea preposta all'asilo, in grado di fare valutazioni alle frontiere europee, aiutando le autorità nazionali ad identificare più rapidamente chi ha diritto all'asilo e chi deve tornare in patria».

Anche Croazia-Danimarca-Slovenia al summit - I leader di Danimarca, Croazia e Slovenia si sono aggiunti alla lista dei partecipanti alla riunione informale convocata dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, in vista del vertice del 28 e 29 giugno. Sale così a tredici il numero dei capi di stato e di governo pronti a sedersi ad un tavolo, per cercare soluzioni per la gestione dei migranti: Italia, Danimarca, Croazia, Slovenia, Belgio, Olanda, Grecia, Spagna, Malta, Germania, Francia, Bulgaria e Austria. Si apprende da fonti a Bruxelles.

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