FRANCIA
02.06.18 - 13:510
Aggiornamento : 15:50

È il giorno dei funerali di Maëlys. Lelandais: «L'ho uccisa. Era come in un videogioco»

Sono stati resi pubblici i risultati della valutazione psichiatrica dell'ex militare che ha ammesso di aver ucciso la piccola di nove anni e il caporale Arthur Noyer

PARIGI - Il funerale della piccola Maëlys de Araujo, la bambina di nove anni uccisa la scorsa estate nell'est della Francia, si svolgerà questo sabato pomeriggio, mentre le cause della sua morte, omicidio confessato da Nordahl Lelandais, non sono ancora state stabilite.

«Un pervertito» - I risultati della valutazione psichiatrica dell'ex militare che ha ammesso di aver ucciso la piccola Maëlys e il caporale Arthur Noyer sono agghiaccianti. Il 24enne Nordahl Lelandais è stato descritto come «un pervertito, di una pericolosità criminale estrema». Lo ha riportato BFMTV, che ha avuto accesso al rapporto. Gli psichiatri credono anche che l'uomo sia criminalmente responsabile dei suoi omicidi, perché non soffriva di un «disturbo psichico o neuropsichico che avrebbe potuto annebbiare la sua capacità di giudizio o il controllo dei suoi atti».

«Sono uscito dal mio corpo» - Nordahl Lelandais è stato ascoltato due volte nel contesto di questa valutazione psichiatrica, in marzo e aprile, secondo la radio RTL. All'inizio era evasivo sui fatti per i quali è stato accusato: «Ho ucciso Maëlys, questa povera bambina che non aveva chiesto nulla. Era come in un videogioco. Non può essere un ragazzo normale uno che ha fatto qualcosa del genere». Quindi avrebbe menzionato una seconda persona che è in lui: «All'improvviso sono uscito dal mio corpo. Ero uno spettatore. Come se fossi accanto alla macchina, come un fantasma che vola accanto a lei. Una seconda persona era in me».

15 bicchieri e cocaina - L'ex militare ha ammesso di aver bevuto una quindicina di bicchieri durante il matrimonio che ha preceduto il rapimento della bambina di nove anni e di aver anche consumato cocaina. Dice di aver sentito delle voci, ma si rifiuta di parlarne con gli psichiatri perché non vuole sentirsi dire che è pazzo. «Poi ho messo Maëlys nell'erba. Non sapevo cosa fare, volevo che la seconda persona in me se ne andasse».

«Non ero io» - Per quanto riguarda l'omicidio del caporale Arthur Noyer, Nordahl Lelandais ha detto di essere stato colpito dal giovane prima di difendersi, e di averlo lasciato morto in montagna. Alla domanda sul suo stato psicologico al momento dei fatti spiega: «Per quanto riguarda Maëlys, non ero io (...). È come se Arthur Noyer fosse tornato quando ho colpito Maëlys».

«Un manipolatore» - Gli esperti non prestano alcun credito a queste dichiarazioni. Pensano addirittura che le frasi siano state preparate in anticipo per essere recitate durante gli interrogatori. Questo elemento alimenta il ritratto di un killer «pericoloso, perverso e manipolatore».

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