Keystone
RUSSIA
14.04.18 - 10:010
Aggiornamento : 14:17

Putin condanna fortemente l'attacco. Ali Khamenei: «Criminali»

Russia e Iran deplorano l'azione di Stati Uniti, di Francia e Gran Bretagna

MOSCA - «La Russia condanna fortemente l'attacco in Siria»: lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass. Il presidente russo ha definito l'attacco occidentale contro la Siria "un atto di aggressione" contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio.

«La Russia sta chiedendo una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere le azioni aggressive degli Usa e dei suoi alleati», ha dichiarato Putin. «La Russia - ha proseguito il leader del Cremlino - condanna nel modo più serio l'attacco in Siria, dove i militari russi stanno aiutando il governo legittimo a combattere il terrorismo».

L'attacco occidentale in Siria senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu è una violazione del diritto internazionale, ha aggiunto Putin, citato dalla tv filo-Cremlino Russia Today.

Gli Stati Uniti, secondo il premier russo, hanno usato un attacco chimico montato per condurre un raid in Siria: «ancora una volta, proprio come un anno fa quando gli Usa attaccarono la base siriana di Shayrat, un attacco chimico costruito contro i civili è stato usato come pretesto, questa volta a Duma, un sobborgo di Damasco». Putin ha quindi ribadito che gli esperti militari russi non hanno trovato tracce di cloro o altri agenti chimici nella zona del presunto attacco con armi chimiche.

«Con le loro azioni, gli Usa stanno aggravando ulteriormente la catastrofe umanitaria in Siria e stanno provocando un'altra ondata di profughi da questo paese e dalla regione in generale». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin commentando l'attacco occidentale in Siria. Secondo il leader del Cremlino, gli Usa «stanno causando sofferenze alla popolazione civile e sono indulgenti con i terroristi che torturano la popolazione siriana da sette anni».

«Dei criminali» - La guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha definito Trump, Macron e May «criminali».

«L'attacco di stamane sulla Siria è un crimine. Dichiaro fermamente che i presidenti degli Stati Uniti, di Francia e Gran Bretagna hanno commesso un grave crimine. Non otterranno alcun beneficio; proprio come non hanno fatto in Iraq, in Siria e in Afghanistan, negli ultimi anni, commettendo gli stessi atti criminali», si legge nel tweet della guida suprema iraniana.

«La resistenza contro gli Usa e i suoi alleati ha portato al salvataggio di due Paesi (Iraq e Siria) e la resistenza continuerà nel futuro».

«Coloro che hanno apertamente, o dietro il sipario, sostenuto l'Isis in passato, oggi sostengono di aver affrontato il gruppo e li hanno sconfitti. Il presidente degli Usa (Donald Trump) nelle sue dichiarazioni rese alcune ore fa, ha affermato di essere riuscito a sconfiggere l'Isis in Siria. È una menzogna, non hanno avuto alcun ruolo (nella sconfitta dell'Isis)», ha aggiunto. E ancora: «Sono entrati in scena quando lo hanno ritenuto necessario e hanno aiutato, ma, quando i jihadisti erano sotto assedio, li hanno salvati, usando il denaro dei sauditi e altri come i sauditi. Hanno giocato un ruolo nella formazione di un minaccioso Isis, che ha agito contro la gente dell'Iraq e della Siria», ha concluso Khamenei.

Rabbia di Hezbollah - Gli attacchi americani, francesi e britannici contro la Siria «completano quanto iniziato da Israele» nei giorni scorsi contro presunte postazioni iraniane nel paese. Lo afferma il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, in un comunicato diffuso poco fa tramite la tv al Manar, organo del Partito di Dio.

Hezbollah ha ribadito che «la triplice aggressione di stamani conferma che questi paesi sostengono le bande criminali e terroriste», in riferimento alle milizie siriane anti-regime contro cui i miliziani sciiti sono impegnati dal 2012 in Siria.


 
 

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