Keystone
RUSSIA
26.03.18 - 15:370
Aggiornamento : 17:40

L'Occidente espelle gli uomini di Putin. Mosca: «Risponderemo»

È stata manifestata solidarietà con il Regno Unito in risposta all'attacco di Salisbury. Londra esulta: «Mai così tante espulsioni»

MOSCA - Donald Trump ha ordinato l'espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato russo di Seattle. La decisione del presidente americano è legata al caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa nel regno Unito e rappresenta la misura più dura presa finora nei confronti del Cremlino.

Tra i 60 funzionari russi espulsi anche 12 che sono stati identificati come funzionari dell'intelligence che hanno prestato servizio presso le Nazioni Unite a New York. Le persone interessate dal decreto di espulsione hanno ora sette giorni di tempo per lasciare gli Stati Uniti.

Così anche in Europa - Come seguito di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa, in risposta all'attacco di Salisbury «oggi già 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, spiegando che «altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane».

L'Italia ha espulso due diplomatici. Lo ha annunciato la Farnesina. «A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato - si legge in una nota della Farnesina - il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica».

Germania, Lituania e Polonia hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi. Altrettanti sono stati allontanati in Francia. In un comunicato, il Quai d'Orsay ha annunciato le 4 espulsioni «considerando che l'attacco di Salisbury rappresenta una minaccia grave alla nostra sicurezza collettiva e al diritto internazionale, ricordando che il Consiglio ha convenuto che non esiste altra spiegazione possibile che la responsabilità della Russia e per solidarietà con i nostri partner britannici». L'espulsione dal territorio francese di 4 diplomatici è stata prevista da Parigi entro una settimana.

«Con questa decisione mandiamo un segnale di solidarietà alla Gran Bretagna. Si richiede ancora alla Russia di rispondere della propria responsabilità, di assumere un ruolo costruttivo e adempiere al suo dovere di chiarimento». È quello che ha affermato il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas. «Per noi vale questo: continueremo a coordinarci in modo stretto con i partner europei e della Nato. Siamo ancora aperti al dialogo con la Russia, che resta necessario su tanti temi internazionali», ha continuato.

13 espulsi in Ucraina - L'Ucraina ha deciso di espellere 13 diplomatici russi, lo ha annunciato il presidente ucraino Petro Poroshenko.

L'Estonia ha deciso di espellere l'attaché militare dell'ambasciata russa: lo comunica il ministro degli Esteri Sven Mikser, in risposta all'attacco di Salisbury: «Le sue azioni non sono in linea con la Convenzione di Vienna sulla diplomazia».

«Risponderemo all'espulsione dei nostri diplomatici» - Mosca risponderà all'espulsione dei suoi diplomatici decisa dagli Stati Uniti e dai paesi europei. Lo afferma il ministero degli Esteri citato da Interfax. «Londra - prosegue il ministero - sul caso Skripal ha assunto una posizione ipocrita e zeppa di pregiudizi».

«Gli alleati di Londra non hanno a disposizione informazioni complete sul caso Skripal e seguono ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale».

Il Cremlino si è detto dispiaciuto, ma seguiranno misure «speculari di rappresaglia». Lo ha detto il portavoce di Putin Dmitri Peskov citato dalla Tass. «Il Cremlino studierà ora la situazione: il ministero degli Esteri sottoporrà le sue proposte più avanti».

Londra esulta: «Mai così tante espulsioni» - Il governo britannico, dal ministro degli Esteri Boris Johnson a quello della Difesa Gavin Williamson, esulta per le espulsioni occidentali di diplomatici russi in solidarietà verso Londra sul caso Skripal.

In particolare Johnson twitta: «La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza. La Russia non può violare impunemente le norme internazionali».

La premier Theresa May si limita da parte sua a manifestare sobriamente apprezzamento per le decisioni degli alleati, «un segnale» alla Russia. Mentre sulla stessa linea polemica di Johnson, è il titolare della Difesa, Williamson, altro capofila dei falchi nel governo conservatore, secondo il quale «la pazienza del mondo si sta assottigliando» e l'appoggio internazionale nei confronti di Londra «è in sé una sconfitta per il presidente Putin».

Williamson, in visita oggi in Estonia, dove la Gran Bretagna schiera da qualche mese un contingente militare nell'ambito del rafforzamento della presenza Nato al confine con la Russia, torna poi a usare parole ai limiti dell'insulto nei confronti di Mosca, imputandole l'avvelenamento a Salisbury della spia doppiogiochista Serghei Skripal e di sua figlia Yulia come un atto di «banditismo».

Un terzo ministro britannico, Michael Gove, si complimenta infine in particolare con Johnson - suo alleato nella battaglia referendaria per la Brexit - e con Theresa May per quello che definisce «un successo diplomatico» del Regno Unito.

Anche il Canada espelle 4 diplomatici - Il governo canadese ha annunciato che si accinge ad espellere 4 diplomatici russi in solidarietà con Londra dopo l'avvelenamento dell'ex spia russa nel Regno Unito. «Gli espulsi - è l'accusa - hanno sfruttato il loro status diplomatico per minare la sicurezza del Canada e interferire nella democrazia del Paese».

Il Belgio esaminerà domani eventuali espulsioni - Il governo belga prenderà in esame l'eventualità di espellere diplomatici russi, domani, nell'ambito di una consiglio dei ministri ristretto. Lo riporta l'on-line del quotidiano Le Soir, citando fonti.

Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, il Lussemburgo invece per il momento non è intenzionato ad espellere l'ambasciatore russo, poiché si tratta dell'unico diplomatico russo nel Granducato. E se Mosca dovesse varare un'iniziativa analoga, si chiuderebbe l'unico canale di comunicazione attivo.

Polonia: arrestata una presunta spia 'al soldo di Mosca' - La Polonia ha arrestato una presunta spia russa. Lo rendono noto i media polacchi sottoineando che l'Agenzia per la sicurezza nazionale ha arrestato Marek W., un funzionario pubblico impiegato in uno dei ministeri incaricati degli affari economici, tra cui quello dell'energia.

Marek W. è sospettato di collaborare con i servizi segreti della Federazione Russa ed è accusato di partecipazione alle attività di un servizio di intelligence straniero contro la Repubblica di Polonia. La corte ha aderito alla richiesta del pubblico ministero di arrestare Marek W. per tre mesi.

Secondo la National Security Agency l'uomo - si legge sui media - avrebbe mantenuto contatti con i funzionari dei servizi segreti russi, fornendo loro informazioni su investimenti di importanza cruciale per l'interesse della Polonia, in particolare sul dossier North Stream 2.

«Esprimiamo la nostra più forte protesta per la decisione presa da un certo numero di paesi membri Ue e Nato di espellere i diplomatici russi: consideriamo questa scelta come ostile e inutile sia per stabilire le cause dell'incidente di Salisbury del 4 marzo sia per la ricerca dei suoi autori», si legge nella nota del ministero.

«Il famigerato principio di solidarietà, a cui ha fatto appello Londra, la quale non si è adoperata per far luce sulle cause dell'incidente, è un gesto provocatorio e continua la linea di scontro per aggravare la situazione».

«Accampando accuse indiscriminate contro la Federazione Russa, senza dare spiegazioni su ciò che è accaduto e rifiutando sostanzialmente il dialogo, le autorità britanniche di fatto hanno assunto una posizione ipocrita e zeppa di pregiudizi».

«Si tratta di un attentato alle vite di cittadini russi nel Regno Unito: la parte russa, nonostante i nostri ripetuti appelli a Londra, non ha ricevuto informazioni su questo punto. Né dati oggettivi ed esaurienti sono in possesso degli alleati dei britannici, che seguono ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a scapito del buon senso, delle norme del dialogo interstatale civile e dei principi del diritto internazionale. Va da sé che noi reagiremo a questo passo ostile da parte di questo gruppo di paesi».

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