Keystone
STATI UNITI
02.10.17 - 20:320

«Il pensionato-killer senza un movente»

La vita apparentemente normale di Stephen avvolge ancora di più nel mistero l'accaduto, lasciando le autorità a interrogarsi per scoprire il movente

NEW YORK - Una vita normale, da pensionato. Stephen Paddock, il killer di Las Vegas, non aveva precedenti penali: era un uomo come tanti con la passione del gioco d'azzardo che condivideva con la compagna di una vita, Marilou Danley. Ma qualcosa deve essere successo per fargli aprire il fuoco sulla folla dal 32esimo piano del Mandalay Bay, l'albergo sulla Strip della capitale mondiale del gioco.

L'Isis nel rivendicare l'attacco, lo descrive come un musulmano da alcuni mesi ma si tratta di una rivendicazione che non trova alcuna conferma, anzi che viene smentita da fonti dell'amministrazione Usa e dall'Fbi. Oltre che dalla sua famiglia. «Non aveva affiliazioni religiose da quello che sappiamo. Era solo un uomo a cui piaceva il video poker, che mangiava Taco Bell e periodicamente andava in crociera» racconta il fratello Eric Paddock. Un uomo che sembrava pacifico, che viveva in una comunità di pensionati a Mesquite, dove aveva acquistato nel 2013 una casa per 369'000 dollari.

Stephen aveva la licenza da pilota e quelle per pescare e cacciare: qualche volta spariva insieme alla compagna per giorni, ma solo per motivi di gioco.

Nulla dei dettagli del suo passato lascia immaginare un gesto così folle: per la sua età, 64 anni, Stephen è già un killer "atipico", un "nonno-killer", come alcuni lo hanno ribattezzato. E la sua vita tranquilla, confermata anche dalla famiglia, non fa intravedere i motivi alla base di un atto così spregiudicato come quello che è riuscito a compiere.

Sposato in giovane età, Stephen Paddock ha divorziato 27 anni fa. Era un revisore contabile, che ha lavorato per tre anni a Lockeed Martin. Le armi gli piacevano ma il gioco d'azzardo gli piaceva molto di più. «Non abbiamo assolutamente idea del perché lo abbia fatto. Non c'era nulla di segreto o strano in lui», aggiunge Eric.

Il padre di Stephen è l'unico in famiglia che ha avuto, suo malgrado, contatti con le autorità americane: Benjamin Hoskins Paddock era un "rapinatore seriale" di banche, che è stato per anni nella lista dei più ricercati dall'Fbi dopo essere fuggito da un carcere federale del Texas dove stava scontando una condanna di venti anni. L'uomo era stato diagnosticato come uno «psicopatico» con «tendenze suicide».

Nonostante questo Stephen non aveva mai mostrato segnali di pazzia e particolari stranezze. Alcune vicini della sua casa di Reno, dove viveva prima di trasferirsi a Mesquite, lo ricordano come un uomo riservato, silenzioso. Marilous Danley, invece, era più attiva: la si poteva incontrare ad alcune lezioni in palestra e a eventi sociali. Danley è al momento fuori dal Paese ed è stata rintracciata dalla polizia.

La vita apparentemente normale di Stephen avvolge ancora di più nel mistero l'accaduto, lasciando le autorità a interrogarsi per scoprire il movente.

La solidarietà della star - Le celebrità americane esprimono la loro solidarietà sul web per le vittime della strage di Las Vegas. "I love Las Vegas, mi sento così distrutta stamattina", ha scritto su Twitter Jennifer Lopez, postando gli indirizzi dei centri dove donare il sangue nella città del Nevada.

«Prego per tutte le vittime innocenti e le loro famiglie», ha detto invece Celine Dion, mentre Rihanna ha affermato: ySto dicendo una preghiera per tutte le vittime e i loro cari. È stato un orribile atto di terrore». Lady Gaga ha chiesto a democratici e repubblicani di «unirsi per il controllo delle armi da fuoco». «C'è bisogno di amore, unità, pace, controllo delle armi e che la gente chiami questo con il suo nome: terrorismo», ha scritto invece Ariana Grande. 

Il controllo delle armi - «C'è un tempo e un luogo per il dibattito politico ma non è ora»: così la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha risposto ad una domanda sul dibattito relativo al controllo delle armi da fuoco dopo la strage a Las Vegas.

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