Keystone
SPAGNA
20.08.17 - 13:500

A Cambrils «è stata evitata la strage». «Neutralizzata» intanto la capacità di nuocere

Sul lungomare i terroristi intendevano colpire il maggior numero di persone pugnalandole. Ad Alcanar sono state trovate 120 bombole di gas

BARCELLONA - I terroristi di Ripoll volevano realizzare una nuova strage sul Lungomare di Cambrils ma il loro piano è in parte fallito perché sono stati intercettati da un posto di blocco, che hanno forzato, entrando nella cittadina. Lo riferisce la stampa spagnola citando fonti dell'inchiesta.

I cinque membri del commando, poi abbattuto dalla polizia, volevano uccidere a pugnalate percorrendo tutto il lungomare il maggior numero di turisti a passeggio. Ma si sono imbattuti in un posto di blocco che non avevano previsto. Sono riusciti a raggiungere il lungomare, dove lì l'auto si è capovolta, inseguiti dalla polizia. Hanno potuto ferire a coltellate sei persone - una donna è poi morta in ospedale - ma sono stati quasi subito abbattuti dagli agenti, prima di poter compiere il massacro che avevano in progettato.

Esplosivo ad Alcanar - Nella casa di Alcanar, saltata per aria mercoledì alla vigilia dell'attacco alla Rambla, i terroristi «stavano preparando l'esplosivo per commettere uno o più attentati a Barcellona». Lo ha confermato il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, Josep LLuis Trapelo, in una conferenza stampa, oggi a Barcellona. Nella casa sono state trovate 120 bombole di gas.

Trapelo ha anche aggiunto che non è possibile affermare con sicurezza che alla guida del furgoncino ci fosse Younes Abouyaaquou, il 22enne marocchino ancora ricercato.

La polizia ha intanto identificato i resti di due persone nella casa di Alcanar, saltata per aria mercoledì alla vigilia dell'attacco alla Rambla, dove stavano preparando l'esplosivo per attentati a Barcellona, ha aggiunto Trapelo.

Una terza persona, rimasta ferita nell'esplosione dell'abitazione, è stata arrestata.

«Un popolo che non ha paura» - Sotto le note del "Da Pacem Domine" di Arvo Part, il capolavoro incompiuto di Antoni Gaudì ha ospitato la grande messa di risposta al terrorismo, alla presenza di tutte le autorità del paese e di migliaia di persone tra fedeli ed amici della città.

L'arcivescovo di Barcellona, il cardinale Joan Josep Omella, ha celebrato, in omaggio alle vittime degli attacchi alla Rambla e a Cambrils, una "Eucaristia per la pace e la concordia", aperta a tutti. Nella sua omelia, Omella ha ricordato che queste sono «giornate di lacrime, di molte lacrime, ma soprattutto di grande umanità», visto «il grande sforzo di solidarietà dei cittadini che ha trasformato in una nuova situazione di pace il rifiuto della violenza e del terrore». Appoggiamo «un nuovo stile di convivenza, nel rispetto dei diritti umani, superando le differenze e le esclusioni. Abbiamo dimostrato di essere un popolo che non ha paura».

La polizia catalana non è in grado al momento di confermare che la Sagrada Familia fosse uno degli obiettivi dei terroristi della Rambla. Lo ha detto il capo dei Mossos d'Esquadra Josep Lluis Trapero in una conferenza stampa.

«Capacità di nuocere neutralizzata» - La capacità di nuocere della cellula terrorista che ha colpito alla Rambla e a Cambrils è stata «neutralizzata», ha detto il ministro degli Interni catalano Joaquim Forn.

Tre dei 12 componenti della cellula ufficialmente sono ancora ricercati ma si ritiene che due siano morti su Alcanar. Altri 6 sono morti, 4 sono detenuti e uno non è stato ancora localizzato. La polizia ricerca Younes Abouyaakoub, tuttora in fuga, sospettato di essere il killer della Rambla.

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