Keystone
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SPAGNA
17.08.17 - 23:570

Terrore a Barcellona: 13 morti e 100 feriti, 15 dei quali gravi

La situazione è ancora molto confusa. Proseguono le indagini

2 anni fa Furgone sulla folla, «l'uomo alla guida è ancora in fuga»
2 anni fa Furgone sulla folla a Barcellona: almeno due morti. Presa di ostaggi

BARCELLONA - Pomeriggio di terrore a Barcellona, una delle città più amate dai turisti di tutto il mondo. Poco prima delle 17 un furgone bianco è piombato sulla folla che passeggiava sulla Rambla, nel cuore della capitale catalana, facendo una strage. Almeno 13 morti e 100 feriti, 15 dei quali gravi, in un massacro che l'Isis ha rivendicato in serata attraverso la sua 'agenzia' Amaq.

Dopo i ripetuti attentati che hanno insanguinato l'Europa negli ultimi anni, quello di Barcellona è il primo attacco islamista a colpire la Spagna dalle stragi dei treni di Madrid del 2004, firmate da Al Qada, che fecero 191 morti.

Gli attentatori - Un uomo di origine maghrebina è stato arrestato. Secondo i documenti sembrava essere Driss Oukabir, colui che ha noleggiato il furgone usato nella strage della Rambla. In un secondo momento è stato indicato che potrebbe essere il fratello minore, che gli avrebbe rubato i documenti.

Altri due uomini ricercati dalla polizia sono stati dati in fuga. Ma in serata, in un susseguirsi di notizie confuse, il capo del governo catalano Carles Puigdemont ha annunciato che un altro arresto è stato compiuto in relazione all'attacco.

Da ultimo, gli inquirenti hanno collegato l'attacco a un'esplosione avvenuta nella notte fra mercoledì e giovedì in un'abitazione di Alcanar (Tarragona) in cui è morta una persona. Stava manipolando bombole di butano. 

700 metri a zig-zag - Secondo le prime ricostruzioni il furgone bianco è piombato sulla Rambla dalla parte di Plaza Catalunya ed ha falciato la folla a passeggio sul viale più famoso di Barcellona seguendo una traiettoria a zig-zag per fare più morti possibili. «Puntava e inseguiva la gente», ha raccontato un testimone.

Sulla Rambla è stato panico immediato. La gente urlava, correva disperata, cercava di togliersi dalla traiettoria del terrorista. La corsa omicida del furgone è proseguita per circa 700 metri. Poi all'altezza del teatro del Liceo è andato a sbattere contro un'edicola. Il terrorista è balzato a terra e si è dato alla fuga.

«Aveva una maglietta grigia. Sembrava molto alterato, come sotto l'effetto di una droga», ha riferito un altro testimone, che un attimo prima era riuscito ad agguantare il figlioletto e toglierlo dalla folle traiettoria del terrorista. Subito è scattata la caccia all'uomo.

Un quartiere blindato - La polizia catalana ha chiuso la zona e evacuato le stazioni metro e della ferrovia Renfe. La gente sulla Rambla si è data alla fuga correndo in tutte le direzioni, cercando salvezza nei negozi e nei ristoranti, che sono stati chiusi dalla polizia. Il quartiere è stato blindato, invaso da polizia e ambulanze.

Fra gli scampati alla strage, nei loro rifugi precari, sono stati altri momenti di ansia e di panico. Nella fuga verso la salvezza, molti hanno perso amici e parenti. Tutti cercavano di avere notizie e di avvertire le famiglie. Intanto le ambulanze trasportavano morti e feriti negli ospedali della città. Fra i feriti «ci sono anche bambini», ha avvertito la tv pubblica Rtve.

Il bilancio provvisorio - Le autorità catalane in serata hanno confermato un bilancio provvisorio di 13 morti e 100 feriti, senza rendere nota ancora la loro nazionalità, tranne che per un cittadino belga e tre cittadini tedeschi fra i deceduti. Fra di loro ci sono certamente altri cittadini stranieri. La Rambla, un 17 agosto, è la mecca dei turisti di tutto il mondo che ogni estate affollano la metropoli catalana.

L'attentato di Barcellona è un colpo durissimo per una città e per un paese in pieno boom turistico. Un'industria, la prima della Spagna, che ha aiutato il Paese negli ultimi tre anni - approfittando anche della crisi di paesi della sponda sud del Mediterraneo attaccati dal terrorismo - a uscire dal tunnel della crisi. Ed è anche un segnale preoccupante per tutti.

Innalzato il livello di guardia - Nessuno può ritenersi immune. Da due anni la Spagna aveva innalzato al livello quattro, il penultimo più alto, l'allerta terrorismo islamico. E le misure di sorveglianza. La sua polizia inoltre è una delle più efficaci in Europa nella lotta alla piovra jihadista, con oltre 200 arresti dal 2015.

Negli ultimi anni sono stati sventati in extremis attentati jihadisti a Madrid e Barcellona. Ma la strage di oggi non ha potuto essere evitata. Gli inquirenti ritengono non si tratti come in altri attentati analoghi con auto o camion lanciati sulla folla dell'azione di un 'lupo solitario'. Ma di un attentato organizzato da una cellula. I terroristi disponevano di un secondo furgone, noleggiato e ritrovato a Vic, alle pendici dei Pirenei, che doveva servire per la fuga.

Politica compatta - Davanti alla strage di Barcellona, la politica spagnola ha ritrovato la compattezza dei tempi della lotta contro il terrorismo dell'Eta. Tutti i leader hanno avuto parole di dura condanna. Re Felipe VI ha parlato di «assassini, semplici criminali che non riusciranno a terrorizzarci».

Il premier Mariano Rajoy ha interrotto le vacanze per volare a Barcellona, dopo una lunga telefonata con il presidente secessionista catalano Carles Puiogdemont. I due uomini sono impegnati in una lotta all'ultimo sangue in vista del referendum catalano sull'indipendenza del primo ottobre. Ma il dramma di Barcellona ora, per una Spagna sotto shock, passa prima di tutto.

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